MESSINA. Qualche ora dopo la conferma della sua sospensione per un anno da tutte le università italiane, per Salvatore Cuzzocrea arriva la seconda cattiva notizia della giornata: non sarà rettore dell’università di Porto, in Portogallo, ruolo per il quale aveva fatto domanda qualche mese fa, rientrando nella cinquina finale. Stamattina, alle 10, Cuzzocrea aveva presentato la sua relazione, sottoponendosi alle domande della commissione. Alle 16.30 è arrivata la decisione sfavorevole per l’ex rettore dell’università di Messina. Il posto da rettore è andato a Pedro Nuno Teixeira, che ha avuto 16 voti su 22. Gli altri sono andati a Luís Antunes (cinque) e un voto ad Altamiro da Costa Pereira. Nessuno per Cuzzocrea e Lasisi Lawal, il professore nigeriano che completava la cinquina degli aspiranti rettori.

Tra i quesiti posti durante il colloquio, ce n’è stato ovviamente uno sulle sue vicende giudiziarie. Ad una domanda un po’ vaga e decisamente imbarazzata da parte di uno dei consiglieri (“Ci sono voci su internet che speculano sulla sua esperienza, sulla sua onorabilità: vorremmo sapere le sue sensazioni riguardo questa situazione, e il grado di verità riguardo alla questione”, è stata la domanda) Cuzzocrea ha risposto con piglio, citando però solo l’inchiesta che riguarda gli affidamenti diretti, e non parlando mai di quella sui fondi. Di seguito, la traduzione letterale (Cuzzocrea ha esposto la sua relazione in inglese) della sua risposta:

Il mio curriculum e la mia storia accademica parlano di me. Naturalmente, sapete che quando si assume una posizione del genere, si possono avere dei problemi. E praticamente tutte le persone che gestiscono l’area COVID in Italia hanno avuto un problema. E se la vostra domanda è se sono sotto indagine per il fatto che ho usato una legge italiana per costruire un’area studenti per la mia università, la risposta è sì. C’era una legge in Italia nel 2021 dal governo con la firma del ministero che diceva che l’università italiana può rivolgersi direttamente a un’azienda per affidarle il lavoro di costruzione di un nuovo edificio. Il Consiglio d’amministrazione è il nome italiano del nostro organo che decide come usare i soldi, ha votato all’unanimità per applicare quella regola. Abbiamo avuto l’approvazione formale dal Ministro dell’Università italiano. Lo abbiamo fatto”, ha spiegato veementemente Cuzzocrea, parlando dell’inchiesta sugli appalti

“C’è stato un partito, una persona di un partito del nostro parlamento che ha fatto una, in Italia la chiamiamo denuncia, ha fatto una sorta di informazione al nostro parlamento – ha continuato – Il parlamento ha detto che il mio operato era corretto. La posizione dell’università, perché non è stata una mia decisione. Ma è stata la decisione del consiglio. Tuttavia, siamo in discussione in tribunale riguardo al fatto e se volete sapere precisamente qual è l’accusa che mi è stata mossa, è che il Professor Cuzzocrea, in qualità di rettore, ha letto un documento preparato dal Direttore Generale dell’Università per affidare questo lavoro a questa azienda. Sono in tribunale per aver letto un documento redatto dal mio Direttore Generale. E io, se necessario, vi darò anche il documento con la prova. Ed è per questo che, quando ho iniziato la mia presentazione, ho detto di essere una persona concreta”.

“C’era una legge. Ho trovato 35 milioni di euro dal governo per adeguare il sistema antincendio dell’università, per acquistare un nuovo edificio per creare uno spazio per gli studenti, per ampliare l’area ospedaliera per i miei colleghi della Facoltà di Medicina. Per adeguare praticamente tutta l’università – ha sostenuto Cuzzocrea – Ho vinto la competizione per quei soldi. Lo abbiamo fatto, abbiamo presentato domanda, abbiamo usato la regola. C’è stata una discussione in parlamento. E difenderò la mia onorabilità nel tribunale giusto al momento giusto. Ma se vuoi fare, se vuoi fare il rettore, se vuoi fare qualcosa, devi correre il rischio. Questo è successo”.

Quindi la conclusione accorata. “Come sapete, purtroppo, in Italia, quando si vuole sconfiggere qualcuno, non si cerca di fare del proprio meglio. Si cerca di distruggerlo. E il modo migliore per farlo è creare un problema, delle voci su internet. Creare qualcosa sull’onorabilità”, ha concluso Cuzzocrea.

 

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