MESSINA. «Le ultime disposizioni del Governo nazionale in tema di riapertura graduale delle attività di ristorazione, che entreranno in vigore nelle prossime settimane, impongono una veloce programmazione di scelte amministrative che possano agevolare il riavvio in brevi tempi delle attività messinesi che da mesi attendono con grande difficoltà il momento della riapertura. Ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, attività che secondo le nuove direttive governative potranno finalmente tornare ad accogliere in presenza ma vincolati all’ospitalità solo in ambienti esterni avranno necessità di poter utilizzare gli spazi di suolo pubblico antistanti le proprie attività per far fronte alle nuove regole e consentire il riavvio della propria attività». Così, in una nota, il consigliere comunale Alessandro Russo, che chiede all’Amministrazione di avviare in tempi strettissimi (approfittando delle due settimane in cui la Sicilia permarrà nella colorazione arancione) un iter di autorizzazione burocratica semplificata in tema di occupazione temporanea del suolo pubblico, snellendo la procedura da seguire, agevolando e facilitando in brevi tempi l’autorizzazione all’occupazione degli spazi esterni ai locali ai fini delle attività di ristorazione e accoglienza.

«Nel prossimo “Decreto Sostegni” che verrà approvato dal Governo – spiega – sarà contenuta espressamente la copertura per gli introiti cessanti dalla riscossione della Cosap, che verrà assicurata ai Comuni italiani da compensazioni con finanziamenti del Governo. Venendo pertanto meno il timore burocratico e contabile che una veloce assegnazione degli spazi pubblici possa compromettere la riscossione della Cosap, il Comune deve imprimere un’accelerazione sulle procedure di concessione degli spazi pubblici alle attività che ne siano interessate. Inoltre, occorre considerare che non tutte le attività di ristorazione cittadine hanno spazi a sufficienza all’esterno dei propri locali ove poter far operare. In ragione di questo, l’Amministrazione deve porre mano in tempi brevissimi a soluzioni che possano consentire a tutte le attività che riaprono medesime condizioni e medesima parità di trattamento: è quindi opportuno che si faccia uno screening tecnico su tutte le strade e gli spazi pubblici della città, partendo già da adesso, individuando quali vie possano essere chiuse al traffico o ridotte alla circolazione stradale per consentire l’individuazione di spazi da destinare straordinariamente e per questa stagione di ripartenza alle attività di ristorazione che riapriranno a breve».

«Chiudere all’ultimo istante utile alcune viuzze del centro della città, così come accaduto lo scorso anno – prosegue – di fatto non pianificando dettagliatamente le mosse della ripartenza, non agevolerebbe di certo le attività economiche. Occorre avere coraggio e determinazione sin dalle prossime ore: si individuino subito gli spazi di utilizzare, si pensi alla stagione estiva con ipotesi di restringimento al traffico veicolare onde consentire ai locali che non ne abbiano gli spazi di poter svolgere la propria attività. Non sono le viuzze del centro, chiuse da new jersey in cemento e all’ultimo minuto utile, a dover essere considerate, ma tutte le strade della città, soprattutto quelle interessate dalla presenza effettiva di attività di ristorazione e di accoglienza, soprattutto in zone di città dove questi spazi siano ridotti o inesistenti – si pensi a mero titolo esemplificativo il lungolago a Ganzirri, ove insistono numerose attività di ristorazione senza lo spazio esterno sufficiente a svolgere la propria attività».

«È responsabilità dell’Amministrazione procedere già dalle prossime ore in questa direzione, senza farsi trovare impreparata come lo scorso anno: snellire l’iter di concessione del suolo pubblico; detassare totalmente la concessione di suolo pubblico; individuare su tutto il territorio della città – e in ragione della presenza dei locali privi di spazi esterni – le modalità di concessione di spazi pubblici, di chiusura di strade o piazze, o di riduzione delle carreggiate in maniera tale da mettere sullo stesso piano tutte le attività di ristorazione e accoglienza alla ripartenza delle loro attività», conclude.

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