MESSINA. All’opposizione non è andato giù il modo in cui è si è svolto ieri sera il Consiglio Comunale Straordinario sulla Relazione di inizio mandato del sindaco Federico Basile: al termine dell’incontro, infatti, i consiglieri comunali del Partito Democratico e del gruppo consiliare Scurria Sindaco hanno sottolineato la carenza del dibattito in aula, lamentando le mancate risposte del primo cittadino ai loro quesiti, il silenzio dei colleghi di maggioranza e l’atteggiamento infastidito da parte del vertice di Palazzo Zanca.
«Si è appena concluso il Consiglio comunale straordinario che come gruppi di opposizione abbiamo promosso per dibattere della “Relazione di inizio mandato” del sindaco Basile. Ne usciamo constatando il neppure malcelato fastidio del primo cittadino di fronte al confronto sulle tematiche oggetto della sua stessa “Relazione”», scrivono, infatti, i componenti del gruppo consiliare del Pd Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone.
«La richiesta di questa seduta è stata elaborata nella convinzione che sia giusto che un sindaco appena rieletto esponga dinanzi al Consiglio, che rappresenta l’intera cittadinanza, le proprie linee programmatiche di mandato. Soprattutto un sindaco che agisce in continuità con la precedente gestione amministrativa: è proprio quella continuità che andava spiegata e discussa – continuano – Le questioni che abbiamo posto sono molte e restano senza risposta. Su tutte i fondi extra bilancio: una parte consistente della spesa sostenuta finora dal Comune è stata finanziata con risorse straordinarie, e nessuno ha spiegato come quelle spese saranno sostenute nel lungo periodo, quando quelle risorse non ci saranno più».
«Poi c’è il tema del Ponte e dell’area integrata dello Stretto, che in una Relazione di inizio mandato sono liquidati in due righe, senza alcun approfondimento. È la prospettiva che condizionerà i prossimi anni di questa città e merita ben altro spazio – evidenziano gli esponenti del Partito democratico – E ancora, le partecipate. Sulla gestione dei servizi affidati alle società comunali permangono confusione e assenza di chiarezza, a partire da una politica di esternalizzazione che in diversi casi costa più di quanto costerebbe internalizzare quegli stessi servizi».
«Invece di risposte, abbiamo assistito a un dibattito alimentato soltanto dall’opposizione, che il sindaco ha mal sopportato, palesando una chiara refrattarietà al confronto con la minoranza d’aula. Un atteggiamento che non ha certo aiutato il regolare svolgimento del confronto democratico. Davanti a tutto questo, il silenzio della maggioranza che lo sostiene. Nessun consigliere è intervenuto: né per condividere le progettualità del primo cittadino, né per replicare a quanto sollevato dai banchi dell’opposizione. Un silenzio ossequioso, che in aula si è visto e si è sentito», chiosano.
«C’è infine un dato che va riferito, perché racconta meglio di ogni commento il clima di questa amministrazione. Basile, in almeno cinque occasioni, ha ringraziato la sua silente maggioranza per aver consentito il dibattito presentandosi in aula. Come se discutere delle linee programmatiche fosse una gentile concessione del primo cittadino e non un dovere istituzionale, davanti a una legittima e unanime richiesta di tutta la minoranza d’aula. Il confronto in Consiglio non è un favore all’opposizione. È il modo in cui una città viene messa a conoscenza di ciò che la riguarda. Chiediamo che il sindaco torni in aula per discutere nel merito le linee programmatiche del suo mandato, e ci auguriamo che la prossima volta anche chi lo sostiene abbia qualcosa da dire», concludono i consiglieri del Pd.
Non meno duro l’intervento del gruppo consiliare Scurria Sindaco, che tra le altre cose ha da ridire anche sull’operato del Presidente del Consiglio Comunale, Massimiliano Minutoli: «Questa sera il Consiglio Comunale di Messina ha discusso la Relazione di inizio mandato del Sindaco Basile. La discussione c’è stata perché le opposizioni l’hanno imposta. Senza la nostra richiesta formale, quella Relazione sarebbe rimasta un documento depositato agli atti, senza dibattito, senza domande, senza risposte», scrive, invece, il gruppo che alle passate elezioni sosteneva il candidato Marcello Scurria.
«Il Gruppo consiliare “Scurria Sindaco” ha portato in aula un intervento articolato: i conti reali, quindici cantieri simbolo mai conclusi, le partecipate fuori controllo, la Social City senza contratto, il decentramento mai attuato, l’Area dello Stretto ridotta a un protocollo di intenti. E cinque proposte concrete – spiegano i consiglieri – Il Sindaco ha risposto da burocrate. Ha precisato di non avere alcun obbligo di rispondere. Ha dimenticato (o forse lo sa benissimo) che chi amministra una città non parla solo ai consiglieri: parla alla città. E alla città deve rispondere».
«Nemmeno uno dei diciannove consiglieri di maggioranza ha preso la parola. Diciannove voti. Zero interventi. La maggioranza che governa Messina non ha ritenuto di dover spiegare nulla ai cittadini che l’ha eletta. Il Presidente del Consiglio ha contato i secondi con lo stesso interesse con cui si conta il traffico a un semaforo. Ha negato l’ultimo minuto richiesto dal Consigliere Scurria. Un Presidente del Consiglio comunale ha il dovere costituzionale dell’imparzialità: non è il cronometrista della maggioranza. È il garante di tutti i consiglieri, di tutti i gruppi, di tutta la città. Questa sera Messina ha visto con i propri occhi come funziona il “controllo democratico” secondo questa Amministrazione: il Sindaco che non risponde, la maggioranza che tace, il Presidente che ferma il cronometro. Noi saremo qui. A controllare. A chiedere conto. Ogni volta. Fino in fondo», conclude il gruppo consiliare.




