MESSINA. Dopo settantun anni dalla sua nascita, torna la Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina, fondata nel 1955, al nuovo parco Agorà dello Stretto. Il Circolo del Tennis e della Vela ha ospitato oggi la conferenza stampa di presentazione che ha riunito il direttore di produzione Davide Liotta, il direttore artistico Francesco Cannavà, il sindaco Federico Basile, la rappresentante dell’Autorità di Sistema Portuale Maria Cristiana Laurà, il critico cinematografico Franco Cicero e naturalmente il presidente del Circolo del Tennis e della Vela Tato Spatari, delineando il profilo di una manifestazione che, dal 26 luglio all’uno agosto, riporterà il cinema al centro della vita cittadina.
Ad aprire gli interventi è stato Tato Spatari, che ha definito la giornata “un momento di autentico orgoglio”. “Non si presenta semplicemente un festival – ha detto – ma si restituisce alla città una parte della sua identità culturale”. Un’identità che passa inevitabilmente dal ricordo di Ninni Panzera, cui la rassegna renderà omaggio nella serata inaugurale, dai grandi nomi che hanno contribuito a scriverne la storia, da Giuseppe Tornatore e dai protagonisti del cinema internazionale che negli anni hanno legato il proprio nome a Messina.
Il presidente del Circolo ha inoltre ribadito la volontà di fare della struttura un luogo sempre più aperto al territorio, capace di dialogare con la città e di diventare punto d’incontro fra cultura, sport e comunità.
Il sindaco Federico Basile ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa, ospitata in uno spazio recentemente restituito alla collettività. “È il segno di una città diversa, che recupera i propri luoghi e li trasforma in occasioni di crescita. Un percorso che può proseguire soltanto facendo squadra”.
A portare i saluti del presidente dell’Autorità Portuale Francesco Rizzo è stata Maria Cristiana Laurà, che ha richiamato la necessità di costruire una visione condivisa della città. La valorizzazione del Parco della Fiera, ha osservato, dimostra come Messina possa finalmente guardare al proprio futuro partendo dalla bellezza dei suoi spazi.
L’intervento che ha acceso le luci sulla vera e propria rassegna è stato quello di Francesco Cannavà, visibilmente emozionato. “Sentivo il dovere di restituire la storia alla città”, ha affermato, raccontando un progetto coltivato per anni e diventato finalmente realtà. La rassegna, ha spiegato, sarà attraversata da due fili narrativi, l’amore e il mare, elementi che appartengono tanto alla storia del cinema quanto all’identità di Messina.
“Nel 1955 questa manifestazione era una finestra aperta sul mondo. Vogliamo che torni a esserlo”, ha aggiunto, annunciando un programma che intreccia lungometraggi e cortometraggi provenienti da numerosi Paesi con uno spazio dedicato ai giovani filmmaker del territorio.
Un progetto che, pur recuperando il proprio passato, rifiuta ogni nostalgia. Lo ha ribadito il critico cinematografico Franco Cicero, presidente del comitato scientifico, ricordando il lungo percorso della manifestazione. Nata nel 1955 come Rassegna di Messina, dal ‘59 al ‘98 si svolge lungo il filo che lega messina a Taormina, per poi essere definitivamente assorbita dal Taormina Film Fest nel ‘99, fino alla scomparsa del nome della città. Si ricorda, inoltre, che nel 1971 la Rassegna cessò di svolgersi, quanto meno nella veste che l’aveva contraddistinta fino ad allora, anche sulla scia dei profondi mutamenti culturali e sociali innescati dal Sessantotto. A raccoglierne l’eredità fu la Settimana del Film Nuovo, che abbandonò la tradizionale cornice sul mare per trovare spazio al Corallo, al Trinacria e nell’area dell’ex Gasometro.
Restituire la manifestazione al luogo in cui era nata rappresentava quindi un obiettivo fondamentale. Per questo si è scelto di attendere con pazienza, fino a quando è stato possibile riportarla nella sua sede originaria.
“Ho chiesto fosse recuperata la denominazione originaria. Non amo l’abuso della parola Film Fest. Questa è una rassegna cinematografica, e come tale deve essere riconosciuta” , aggiunge Cicero prima di ricordare, rimarcandone il valore, il contributo alla conservazione della memoria cinematografica messinese e gli studi di Nino Genovese, che hanno restituito alle nuove generazioni un prezioso patrimonio documentario e fotografico. Un passaggio di testimone che guarda avanti senza rinnegare le proprie radici.
Ogni sera il pubblico incontrerà registi, scenografi, attori e produttori, protagonisti di un dialogo diretto con la platea. A loro sarà consegnato il premio realizzato dall’artista Fabio Pilato. Tra gli ospiti figura anche Ninni Bruschetta, che durante la conferenza ha ricordato con emozione i suoi legami con la rassegna a Messina e il ruolo fondamentale svolto da Franco Cicero nei suoi primi passi nel mondo del cinema.
Davide Liotta ha raccontato invece il lavoro silenzioso della macchina organizzativa. “Non stiamo costruendo un evento che guarda al passato, ma un progetto che parla il linguaggio dei giovani”. Attorno alla rassegna lavorano ventiquattro ragazzi e molti volontari, cui si aggiungono decine di professionisti. “Alla nostra chiamata hanno risposto in trentuno, offrendo gratuitamente tempo e competenze. È un segnale di straordinaria fiducia”.
A sostenere l’iniziativa sono anche ventisette sponsor, che hanno scelto di investire in un progetto culturale come strumento di crescita per l’intera comunità. “Chi sostiene questa rassegna – ha osservato Liotta – investe nella reputazione e nell’attrattività economica della città. E c’è ancora spazio per chi volesse dare il proprio contributo”. Coerente con questa visione è anche la scelta di ridurre al minimo il materiale cartaceo. Un solo pieghevole raccoglierà programma e sponsor, rimandando attraverso un QR Code ai contenuti digitali. Una scelta che interpreta la sostenibilità non come slogan, ma come pratica concreta. L’ingresso sarà gratuito, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei circa duecento posti disponibili. Una decisione che ribalta la filosofia delle prime edizioni, quando la rassegna era riservata agli invitati. Oggi, invece, il cinema torna a essere patrimonio condiviso.
Tra gli interventi conclusivi anche quello del giovane documentarista John Bungai, consigliere del Messina Tourism Bureau, impegnato nella realizzazione di una serie dedicata al territorio messinese. “È la mia dichiarazione d’amore per questa città”, ha detto.





