PORTOROSA – Beni confiscati ad ex latitante ma utilizzati abusivamente dai figli che ne ricavavano introiti. Il Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto ha messo fine oggi a una situazione di abuso che continuava da almeno un anno. Si tratta di 30 immobili, di questi 26 erano rientrati nella confisca a Giovanni Costa, di Villabate (Pa), arrestato nel 2013 per riciclaggio di denaro sporco, poi condannato a 9 anni. Costa dopo un periodo di latitanza era stato scovato a Santo Domingo. Nel 2015 la confisca di ben 90 beni, tra cui gli appartamenti del villaggio turistico Portorosa, poi consegnati al Comune di Furnari. Dopo la consegna al Comune di Furnari, però, i tre figli probabilmente approfittando del ritardo nel riutilizzo degli appartamenti del villaggio turistico erano entrati abusivamente e se ne erano riappropriati. Situazione che era stata comunicata dall’allora sindaco, Mario Foti, e dagli agenti della polizia locale all’Agenzia nazionale per i beni confiscati. Gli immobili erano inizialmente 26, e i figli di Costa già dal 2016 li utilizzavano per affittarli nelle vacanze estive, erano infatti abitazioni del villaggio turistico Portorosa. Altri tre immobili erano invece le loro dimore personali, mentre l’ultimo era utilizzato come locale commerciale. Questi ultimi quattro immobili per cui è arrivato l’ordine di sfratto della Prefettura, ha permesso al Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, guidato da Mario Ceraolo, di intervenire oggi nella grave situazione di impasse degli altri immobili sotto confisca, sgomberando i 30 appartamenti. I tre figli di Costa dovranno adesso rispondere dell’uso abusivo degli appartamenti.

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