MESSINA. Il decreto legge Infrastrutture approvato in Cdm autorizza il Mit ad approvare il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina “anche per fasi costruttive”, invece che “entro il 31 luglio 2024”, come era previsto inizialmente nel decreto sul Ponte del marzo 2023. Per determinare l’aggiornamento del valore contrattuale dell’opera, ovvero il costo complessivo, il decreto Infrastrutture conferma quanto previsto dal decreto Stretto, cioè che si deve calcolare il rapporto fra le tariffe del 2023 e quelle del 2021, ma aggiunge la previsione “laddove applicabili”.
Il decreto Infrastrutture dispone anche che “la società concessionaria può avvalersi del personale delle società del Gruppo Ferrovie dello stato italiane in regime di distacco per l’espletamento delle attività tecniche e scientifiche fino a un contingente massimo di centocinquanta unità“, e non più cento, come era previsto inizialmente nel decreto sul Ponte, approvato nel marzo 2023 e convertito in legge nel maggio successivo. Il provvedimento approvato oggi prevede che l’importo aggiornato del contratto con il contraente generale (il consorzio Eurolink, guidato dal Gruppo Webuild) sia sottoposto ad asseverazione da parte di uno o più soggetti di adeguata esperienza e qualificazione professionale, individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il nuovo decreto legge individua inoltre le modalità operative per consentire alla società Stretto di Messina di svolgere internamente l’attività di direzione lavori dell’opera, dopo le modifiche di legge che vietano al contraente generale di svolgere tale attività.
“Nessun ritardo nell’avvio della realizzazione del ponte” sullo Stretto di Messina. Ad affermarlo in una nota è l’amministratore delegato di Stretto di Messina Pietro Ciucci.
“Come più volte annunciato dalla società, entro metà settembre verranno presentate le risposte alle richieste di integrazione espresse dal Mase. L’obiettivo – sottolinea – è di conseguire l’approvazione del progetto definitivo e del piano finanziario dal parte del Cipess entro l’anno, con il conseguente avvio della fase realizzativa (accantieramenti, bonifica da ordigni bellici, accertamenti archeologici, espropri) e della redazione del progetto esecutivo. Resta confermato l’obiettivo dell’apertura al traffico del ponte al 2032“, conclude.
Ponte non fattibile , compromettente in sicurezza ed invasiva , incontrollabile nella sicurezza umana , i fattori di rischio sono all’unanimità , il ponte sottoscritto porterà rischi enormi , il progetto non è stato studiato nei limiti di sicurezza umana, il ponte che si vuole realizzare nello stretto di Messina che si vuole realizzare non bisogna tenere conto della terra ferma Calabria e Sicilia,
E Pietro Pietro chissà quello che ha promesso e fa di tutto per costruire pacchi