ROMA. “Non ci sono dubbi sulla certezza delle fasi costruttive del Ponte sullo Stretto, né indeterminatezza sui costi. Non c’è un rischio di incompiuta, il progetto è assolutamente fattibile ed è stato aggiornato nelle modalità previste per legge”.

Lo afferma l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, commentando alcune dichiarazioni espresse nel corso delle odierne audizioni in commissione Ambiente della Camera sul Decreto Infrastrutture.

A intervenire sulla grande opera in queste ore, fra i tanti, anche la Cgil: sul Ponte sullo Stretto di Messina “occorre accendere un faro, perché rischiamo di costruire una cattedrale nel deserto”. Lo ha detto Michele Azzola, coordinatore dell’area politiche industriali della Cgil nazionale, in audizione davanti alla commissione Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame del decreto legge Infrastrutture.
Secondo Azzola il provvedimento, in tema di ponte sullo Stretto, introduce “una procedura assai anomala, che scardina il meccanismo che prevedeva la presentazione del progetto esecutivo entro il 31 luglio”, introducendo progetti esecutivi “anche per fasi costruttive successive”.
“Questo – ha commentato – non ha senso per un’opera unica. Andando per avanzamenti successivi abbiamo un sistema dei costi che salta completamente. La strada che si è introdotta è dunque altamente pericolosa sia per il tema delle finanze che per la realizzazione complessiva dell’opera”. Anche per Irene Pata della Uil il rischio è “che i prezzi possano lievitare nel tempo rispetto a quelli prefissati”. E’ quindi “indispensabile”, ha detto intervenendo anche lei in audizione, “una supervisione costante per evitare esplosioni incontrollate del costo dell’opera”. (ANSA)

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