MESSINA. Allo stato attuale, il progetto definitivo del ponte sullo Stretto, già rimaneggiato nel 2024, e passato al vaglio del Comitato scientifico, della Corte dei conti e del Consiglio superiore dei Lavori pubblici (che hanno emanato raccomandazioni e prescrizioni, ciascuno per la propria competenza) non può essere approvato dal Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, perchè ci sono sul tavolo 361 prescrizioni vincolanti (166 delle quali esigono nuove indagini, studi e analisi non effettuate fino ad ora) che impediscono il passaggio alla fase esecutiva della progettazione prima che vi sia posta ottemperanza (qui l’approfondimento di LetteraEmme).
E’ il contenuto della diffida che il comitato Invece del ponte inoltrerà al Cipess sulla base di un documento firmato da Mario de Miranda, Federico Mazzolani, Santi Rizzo, Carlo Doglioni e Guido Signorino. De Miranda, intervenuto insieme a Signorino nella conferenza in cui è stata annunciata la diffida, ha spiegato che le prescrizioni “riguardano aspetti fondamentali dell’opera. Il quadro delineato – ha affermato De Miranda – richiede dunque ulteriori verifiche prima di poter considerare definitivamente accertate la fattibilità e la configurazione dell’opera. Gli approfondimenti richiesti potrebbero determinare modifiche progettuali sostanziali, nuovi dimensionamenti e conseguenti notevoli variazioni dei costi. Inoltre, per legge, il progetto definitivo non può essere modificato da progetto esecutivo, che vi si deve conformare”.
Secondo il documento, le principali criticità messe in luce dal Consiglio superiore del Lavori pubblici riguardano l’insufficienza delle indagini geologiche e sismiche, con particolare attenzione alla presenza di faglie attive nell’area interessata dall’opera, e conseguente necessità di nuove indagini, la necessità di rivalutare le azioni sismiche di progetto e la sicurezza delle fondazioni e degli ancoraggi, prospettando un presumibile aumento di tali azioni, problemi di stabilità aerodinamica delle torri, dell’impalcato e dei cavi, che richiedono nuove prove e verifiche per poter eventualmente dimostrare una stabilità attualmente non verificata. Dal parere del Cslp, appare anche contestata la valutazione delle proprietà resistenziali degli acciai a grande spessore, e conseguente prospettazione di nuovi dimensionamenti strutturali, la sottostima dei carichi rispetto a quanto prescritto dalla attuale Normativa di Legge italiana, delle temperature di progetto e quindi delle sollecitazioni strutturali, con conseguenze sui dimensionamenti e sui costi, vengono poi rilevate incertezze sulla percorribilità ferroviaria e stradale in condizioni di vento e deformazione della struttura, e c’è il pericolo di limitazioni alla navigazione marittima dovute all’altezza disponibile sotto il ponte.
“Per queste ragioni vengono prospettate due alternative: 1) procedere con una revisione approfondita del Progetto Definitivo, che per quanto precede, allo stato attuale, non può essere ritenuto né approvato né approvabile, prima di avviare eventualmente l’appalto e quindi la progettazione esecutiva che ne rappresenta la prima fase; 2) in alternativa, valutare l’abbandono dello stesso progetto, considerate le importanti e gravose prescrizioni che ne accompagnano il completamento dell’iter progettuale che, in nessun caso, può dar luogo allo stato all’attivazione della progettazione esecutiva”, concludono i firmatari del documento.




