MESSINA. “Hanno calato un poker d’assi per mettere le mani sulla città. Io non solo non posso starci, ma mi stupisco di essere l’unico fuori dal coro a dirlo”. Pippo Trischitta, candidato a sindaco col movimento Messina Splendida, irriducibile di Forza Italia quando il partito di Silvio Berlusconi era in bassissima fortuna, strenuo oppositore di Renato Accorinti, nemico giurato di Francantonio Genovese e Nino Germanà, lascia Forza Italia.

E se ne va spargendo veleno a piene mani: “Posso immaginare un voto dato a chiunque, a Gaetano Sciacca, a Renato Accorinti, a chiunque, ma non a Dino Bramanti, che è un rispettabilissimo manager, ma politicamente rappresenta un blocco di potere che non posso permettermi di sostenere”. Sono tre i suoi bersagli, oltre Bramanti. Elvira Amata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, Germanà, fresco di approdo alla Camera, ma soprattutto Francantonio Genovese, ex sindaco di Messina.

“Sono loro il blocco di potere, per cui quando il mio partito presenta la candidatura di Bramanti, deciso a livello regionale tra i tre onorevoli e senza consultare nessuno, è inevitabile che io debba lasciare Forza Italia. Se un partito ha questi principi e questi ideali, non è il mio partito”.

Una querelle speciale, Trischitta l’ha sempre avuta con Genovese, e non da oggi: la sua battaglia risale addirittura alla seconda candidatura a sindaco dell’ex deputato. Oggi, Trischitta rilancia. “Io non voglio i voti di Genovese, perchè non posso tollerare che il numero uno del Pd adesso sia il numero uno di Forza Italia. E il partito regionale – rincara – non solo non ha mai detto nulla sull’argomento, ma mi ha chiamato solo per dirmi di desistere, invece di dirlo a Genovese, che avrebbe dovuto essere libero di risolvere i suoi problemi giudiziari”.

Quindi la sua candidatura: “Se dovessi essere eletto al consiglio comunale (sarà capolista di una delle tre o quattro liste a suo supporto, ndr), dichiaro sin da adesso che mi dimetterò”. Accanto a lui, Ranieri Wanderlingh, assessore designato alla Cultura ed ai finanziamenti nazionali ed europei: “Non ci conoscevamo, vogliamo solo creare una squadra competente nei vari settori. Personalmente, voglio fare qualcosa per la mia città”.

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