Non so se vi è mai capitato di dover scegliere o cambiare, in parte o del tutto, il letto di casa vostra. Al giorno d’oggi, tra i modulari dell’Ikea, il modernariato in stile, i materassi in lattice, ad acqua o in schiuma, le combinazioni possibili son diventate così tante che, preferire una soluzione ad un’altra può rappresentare un fatto addirittura drammatico.

Sleeping beauty

La copertina di “Sleeping beauty”

Il sonno, del resto, è una condizione in cui passiamo un terzo della nostra vita e non è certo un caso che la stragrande maggioranza degli esseri umani vi associ una connotazione positiva. A meno infatti di problemi che lo rendano insoddisfacente, è il luogo necessario, fisico e mentale, in cui chiudiamo la porta alle esperienze meno gratificanti della giornata, premendo il tasto “reset” a quello stato “stanco” di una veglia prolungata. Inoltre, è proprio il suo essere più o meno “profondo” che ci consente la meraviglia del “sognare” prima di ricominciare a svolgere le attività quotidiane.

Ecco. Se volessimo estendere queste considerazioni alla scelta di un metaforico “letto musicale”, in tempi in cui il mercato è sempre più diversificato, ed a fronte dell’esigenza sempre più spinta dei fruitori artistici di un ristoro e di un “recupero” delle funzionalità interiori, dovremmo quindi ricercare un “reset” che consenta di affrontare la vita con rinnovata energia distinguendo tra il “riposo” buono e quello mediocre che, oltre che nella soddisfazione dell’ascolto, sta anche nella volontà di voler reiterare l’esperienza.

Richiamando quindi la metafora “arredativa” possiamo ragionevolmente affermare che, con Persian Pelican (artista alt-folk di scena al Retronouveau di Messina lunedì 6 febbraio), siamo di fronte ad una delle scelte attualmente più azzeccate per quel che riguarda il mercato italiano, con la particolarità importante, poi, che quelle funzioni che si delegherebbero ad un letto vero (e sto alludendo a tutte, anche a quelle amorose), l’artista marchigiano sembra volerle estenderle anche ai momenti dell’ascolto “ad occhi aperti”… e ci riesce!

Il progetto di Andrea Pulcini è infatti una interessante commistione in salsa onirica tra armonie alla Sufjan Stevens, ambientazioni alla Iron & Wine e melodie alla Timber Timbre, con la capacità di persistere e risuonare interiormente anche al di fuori dell’atto artistico in cui lo si fruisce. Il suo ultimo lavoro (“Sleeping beauty”), in particolare, è un viaggio nei territori della soddisfazione psicoacustica e, se anche lo si ascoltasse senza conoscerne il titolo, è molto probabile che il punto di arrivo sarebbe giusto in quei luoghi (quelli, per intenderci, del sogno che ristora e di un gioioso riposo lontano dall’inerzia e l’indolenza).

I pezzi dell’album sono infatti densi di un piacere che sorprende a livello inconscio, e riportano effettivamente ad una gratificazione che nella fase di veglia conosciamo come “emozione”.
Che dire, allora? Questo è un invito a non perdere il live di un artista di cui, sono fiducioso, sentiremo ancora parlare in futuro a livelli elevati. Non fatevelo sfuggire.

Altre date in Sicilia:

6 febbraio : Retronouveau – Messina
7 febbraio : Bolazzi – Palermo
9 febbraio : La Cartiera – Catania

Sito ufficiale: http://persianpelican.tumblr.com
Facebook: https://www.facebook.com/persianpelican

(Francesco Mastrolembo) 

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