MESSINA. Sulla “bomba” sganciata dal dirigente del dipartimento alle Politiche della casa Salvatore De Francesco in risposta a un’interrogazione del consigliere comunale Alessandro Russo sul fatto che la Patrimonio Messina non ha venduto nemmeno un alloggio del patrimonio immobiliare del Comune, a prendere posizione è stato il Pd, con una nota durissima a firma dello stesso Alessandro Russo, di Gaetano Gennaro, Antonella Russo, Felice Calabrò, e di Biagio Bonfiglio e Massimo Rizzo di LiberaMe: “La vicenda della società Patrimonio Messina S.p.A. dimostra come, a tre anni dalla sua istituzione e a qualche settimana dalla deliberazione di Consiglio Comunale per la sua messa in liquidazione, la narrazione fiabesca propinata dall’esecutivo dimissionario e dai vertici della medesima società sia totalmente smentita dai fatti. Di più, dalla analitica disamina degli atti susseguitisi, i quali dovrebbero avvalorare l’efficacia di questa partecipata, emerge oggi in maniera evidente come la stessa sia stata per tre anni una sanguisuga per il Comune e le sue casse”.

E ancora: “E’ evidente la  grave e ingiustificabile contraddizione delle cifre che emerge dai due documenti che provengono dalla stessa società Patrimonio Messina S.p.A. Invero, sulla scorta della risposta alla citata attività ispettiva, fornita dal Dirigente al Dipartimento Patrimonio, è certificato che la Patrimonio S.p.A. non ha venduto un solo alloggio a oggi, ed inoltre, quelli venduti lo sono stati dal competente dipartimento comunale, con personale interno al dipartimento e non certo dalla società. Ricapitolando: una società che nasceva per “valorizzare” il patrimonio comunale a oggi non avrebbe venduto neppure un alloggio; con un costo di esercizio per i compensi da pagare ai componenti del Consiglio di Amministrazione e di gestione ordinaria che annualmente in bilancio si aggira attorno ai 500.000 euro e soprattutto con dipendenti che avrebbero potuto fare lo stesso lavoro presso il dipartimento competente, senza dover realizzare una nuova società partecipata. Ed ancora, sul versante della valorizzazione degli immobili comunali l’attività di maggiore interesse è espletata dal neo ufficio patrimonio costituito per sopperire allo scempio amministrativo creato con la costituzione della detta partecipata. Infatti, le funzioni prettamente amministrative non possono essere delegate all’esterno, essendo di esclusiva competenza dell’ente. A tal proposito, l’ufficio patrimonio per il disbrigo di diverse pratiche dovrebbe beneficiare dell’ausilio tecnico della società, tuttavia è stato accertato che tale ausilio è totalmente assente. Questa vicenda dovrebbe essere assunta come esempio al fine di evidenziare che la realtà vera e concreta è molto diversa da quella narrata ad uso e consumo dei social; appalesando, inoltre, un’inconsistenza amministrativa rilevante”.

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