MESSINA. “La triste vicenda che si è verificata negli ultimi giorni nel nostro Ateneo non può non destare sdegno e stupore in noi giovani studenti universitari. Ci sentiamo in dovere di prendere una posizione sull’accaduto, che vede coinvolto un Professore del nostro Ateneo, accusato di aver discriminato uno studente in virtù del suo orientamento sessuale. Ciò che a noi interessa in questa sede, in attesa di ulteriori indagini da parte dell’autorità giudiziaria, non è condannare preventivamente o dar vita a gogna mediatica, ma far si che l’Università resti un luogo in cui ogni studente ed ogni suo componente abbia la piena libertà di esprimersi, senza temere forme di discriminazione ad opera di ogni membro di questa collettività, indipendentemente dal ruolo che all’interno della stessa ricopre”. Così intervengono tre associazioni universitarie di Messina in merito alla vicenda di “omofobia all’Università di Messina”: Associazione Orione, Associazione ClAud e Figli D’Ippocrate.

“La finalità del nostro intevento è di dar vita ad un percorso volto a prevenire eventuali situazioni che possano verificarsi in futuro e di promuovere una regolamentazione all’interno dello Statuto d’Ateneo finalizzata a contrastare questi episodi e ad affermare i principi posti alla base del nostro Stato di diritto, così che ognuno possa essere realmente tutelato – chiedono – Non vogliamo entrare nel merito degli accertamenti che si stanno svolgendo, ma intendiamo esprimere solidarietà al nostro collega, perché il fatto che abbia sentito lesa la sua libertà di espressione, è un segnale che, ad oggi, una simile forma di tutela manchi. Ci impegneremo, a fianco alle altre associazioni che hanno già aderito e di quelle che aderiranno, affinché l’Università degli Studi di Messina si faccia portavoce del contrasto alla discriminazione e alla violenza per motivi fondati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.

“Questo episodio si aggiunge ai tanti altri che, negli ultimi giorni, hanno suscitato indignazione in gran parte del nostro Paese. Contrariamente a quanto affermato da due comici in un programma televisivo, non basta davanti ad una simile discriminazione rispondere con una risata. Si tratta di un atteggiamento discriminatorio, che in quanto tale va condannato – continuano – Il rispetto verso il prossimo deve essere alla base di una società civile ed è un valore che deve essere impartito sin dalla prima infanzia”.

“Ci troviamo d’accordo con quanto affermato da Fedez nel giorno della Festa dei Lavoratori, che ha denunciato alcune dichiarazioni fatte da esponenti politici, lesive nei confronti della comunità Lgbt – concludono – Ci auguriamo infine che, per evitare altre situazioni simili, venga al più presto approvato il ddl Zan, per la tutela dei diritti di tutte le minoranze”.

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