MESSINA. “Non sono un giurista ma…”. Inizia così la risposta del presidente dell’Atm Pippo Campagna a Cgil e Uil, che in un comunicato di stamattina agitavano lo spettro del blocco degli stipendi e dei pagamenti ai fornitori dell’azienda trasporti di Messina. A breve giro di posta, dopo l’accusa via Facebook da parte del sindaco Cateno De Luca nei confronti dei sindacati (e piccata replica della Uil) , è arrivata la risposta di Pippo Campagna:

“Non sono un giurista ma ho la sensazione che le ultime dichiarazioni di Uil e Cgil possano configurarsi come istigazione alla bancarotta fraudolenta! Proprio nel giorno in cui inizia un processo che vede sul banco degli imputati anche il direttore generale scelto dalle precedente gestioni (Daniele De Almagro, imputato nel processo Terzo Livello, ndr), i loro cervellotici suggerimenti su come nascondere i debiti dell’Atm agli occhi di creditori e fornitori fanno intendere, meglio di ogni analisi di bilancio, il contesto un cui è maturata la drammatica situazione finanziaria che abbiamo ereditato. La trasparenza è un obbligo di legge non una scelta politico-sindacale, ma questo forse a certi amministratori ed a certi sindacalisti nessuno lo ha mai spiegato”.

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