MESSINA. Entra in aula, e sono quasi le dieci di sera, Francesco Pagano (Progressisti democratici), e mentre fa il suo ingresso esce Elvira Amata (Fratelli d’Italia). Altra mezz’ora, arriva Pippo Trischitta (Forza Italia) e dopo un po’ escono Nino Interdonato e Nino Carreri (Dr, il secondo parecchio piccato). Si va al voto, sono le undici e mezza, e la delibera di MessinaServizi, la famigerata, discussa, faticosissima delibera di MessinaServizi passa, dopo due mesi e mezzo di discussioni, sedute e psicodrammi. 

Fino a qualche minuto prima, l’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua si è consultato con tutti i consiglieri, favorevoli e contrari, e Guido Signorino, assessore alla Partecipate, ha speso tutti i minuti a disposizione della sua ricarica telefonica tentando di chiamare i consiglieri che mancavano per il voto.

E alla fine il salvatore della patria è stato Pippo Trischitta, ieri sera il “progetto Manhattan” dell’amministrazione Accorinti quando per quattro anni ne è stato il più feroce contestatore, il più accanito avversario del sindaco, tanto da ispirarne la sfiducia (mancata), che però si è rivelato più fedele del più fedele degli alleati, votando favorevolmente tutti gli atti di peso proposti dalla Giunta.

L’amministrazione guidata da Renato Accorinti ha portato a casa il risultato, ma nel peggiore dei modi, probabilmente. Una seduta giocata su equilibri sottilissimi, tra sospensioni in attesa di numeri, dichiarazioni di voti lunghissime e retoriche sperando che arrivasse il consigliere della provvidenza, telefonate e messaggi agli assenti. Ma alla fine, nove a sette, la delibera che affida a MessinaServizi Bene Comune la gestione della filiera dei rifiuti passa.

 Sono state necessarie, nell’ordine: otto sedute con caduta del numero legale, una bocciatura, la riproposizione (dopo poco più di una settimana) della stessa delibera bocciata, un’altra caduta del numero legale (provocata stavolta da Maurizio Rella di Cmdb, mossa senza la quale la delibera sarebbe stata bocciata) e poi, finalmente, al termine di un estenuante gioco delle parti, l’approvazione.

E adesso? Adesso, magicamente, l’emergenza rifiuti perenne che attanaglia la città dai primi di maggio terminerà. Termineranno i cumuli di spazzatura mai raccolti, termineranno i cassonetti non svuotati, termineranno le strade spazzate una volta ogni quaranta giorni. Perchè in questi due mesi in cui MessinaServizi bene Comune è stata messa in discussione, in tutti i sensi, si è giocato un braccio di ferro dietro le quinte, silenzioso, muscolare. Da un lato i lavoratori di Messinambiente, col loro futuro lavorativo in bilico, dall’altro la città, consiglieri e amministrazione compresi: non c’è stato alcun problema strutturale, nè a Messina nè a Palermo alla Regione e  neppure a Lentini (se non due giorni), dove Messinambiente va a scaricare i rifiuti cittadini, tale da giustificare lo stato catastrofico dell’igiene cittadina. Solo una prova di forza. Quello che volevano, i lavoratori l’hanno ottenuto. Il futuro è più sereno. Vedremo se lo sarà anche per la città.

 

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