MESSINA. Una petizione per l’aborto libero e gratuito è quella lanciata dal Comitato 194 di Messina, nato con la volontà di garantire il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) nella città dello Stretto. “Vogliamo personale non obiettore e IVG farmacologica. L’interruzione di gravidanza è un diritto, non un privilegio!”. In questa maniera le attiviste denunciano la situazione critica all’interno del loro manifesto attaccato su alcuni muri del centro: in città, infatti, è rimasto un unico medico non obiettore a praticare la IVG. Nella provincia dello Stretto i medici obiettori di coscienza che dovrebbero occuparsi di interruzione volontaria di gravidanza sono 52 su cinquantatré, il 98,2 per cento del totale.

La petizione è disponibile sulla piattaforma Change.org al seguente link. Il Comitato 194 denuncia nel manifesto presente sulla pagina:

“La città di Messina conta tre strutture ospedaliere e circa cinquantatré specialisti, eppure attualmente l’Ospedale Policlinico Gaetano Martino è il solo ad avere in servizio un UNICO ginecologo che pratica l’Interruzione Volontaria di Gravidanza.

Inoltre, in NESSUNO degli ospedali di Messina è possibile usufruire della RU486 per l’IVG farmacologica, che garantisce minore invasività e rischi, obbligando le pazienti all’inevitabile intervento chirurgico. La situazione è tale che una malattia, un lungo periodo di ferie, un pensionamento (quest’ultimo prima o poi inevitabile) bloccherebbero di fatto il servizio sanitario nell’intera città. Come Comitato 194 avevamo chiesto all’Asp un tavolo di confronto per valutare insieme le azioni possibili, volte a tutelare il servizio IVG, ciononostante non abbiamo ricevuto alcuna risposta e ad oggi, anche dopo l’interessamento della stampa locale, nulla è cambiato. Eppure lo stato delle cose non rappresenta un semplice disservizio, ma una vera e propria illegalità a fronte della legge 194/1978, nonché un attentato al diritto alla salute fisica e mentale di chiunque si trovi ad affrontare una gravidanza non desiderata. Per qualsiasi motivo lo si faccia, limitare l’aborto in ospedale non farà scomparire la pratica, ma esporrà chi la sceglie a rischi per la salute enormi, come succedeva in passato. Oggi garantire l’accesso all’IVG è il minimo tutelato dalla legge, si dovrebbe discutere di prevenzione ed educazione alla salute sessuale (entrambe funzioni assegnate anche alle AUSL) ed invece dobbiamo ancora lottare per pretendere un diritto minimo garantito. Pertanto, con questa petizione oggi, come comitato e come comunità, vogliamo chiedere alle Aziende Ospedaliere e all’Asp di Messina di garantire un corretto e legale servizio di assistenza sanitaria per chi richiede l’interruzione volontaria di gravidanza, attuando diverse soluzioni:

  • concorsi che permettano l’assunzione di medici non obiettori in un numero tale da dare attuazione alla 194;
  • stipulare contratti di collaborazione esterna con professionisti non obiettori di altre Aziende Ospedaliere;
  • attivare l’IVG farmacologica fino a 9 settimane compiute di età gestazionale, presso le strutture ospedaliere e ambulatoriali, nonché presso consultori pubblici attrezzati, senza ricovero, esattamente per come disposto dalle nuove linee guida nazionali.”
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