MESSINA. L’inaugurazione della via Don Blasco è stato l’ultimo atto compiuto dalla giunta dimissionaria di Cateno De Luca. La via, progettata nel 1988, ha visto l’avvio dei lavori solamente negli ultimi cinque anni, dopo una serie di peripezie burocratiche tra Palazzo Zanca, Regione e Genio Civile. Ma l’apertura avvenuta un mese fa, con tanto di posa della statua “Messina”, è stata solamente parziale: il progetto si estende su 3,8 chilometri di strada ma gli ultimi 800metri, fondamentali per consentire di attraversare tutta la nuova arteria senza dover risalire in via La Farina, non sono ancora stato riqualificati. Mancano all’appello l’area dell’ex Ri.fo.tras, l’area del sottopassaggio di via Santa Cecilia (dove interverranno direttamente le ferrovie) e lo snodo che collegherà lo Zir a Maregrosso.

Attualmente, quindi, per viaggiare lungo la via Don Blasco si è costretti a risalire per ben tre volte sulla via parallela. Emblema dell’opera è la discesa di via Santa Cecilia dove, prima della rotonda con la statua “Messina”, sono stati collocati i cartelli temporanei di lavoro in corso e di vicolo cieco, che permarranno finché non verrà aperto l’allaccio tra il viale Europa e la nuova via Don Blasco. Questo allaccio, secondo la vecchia amministrazione, sarebbe dovuto essere aperto entro una settimana dall’inaugurazione, ma ad oggi, dopo circa un mese, non è ancora transitabile.

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