MESSINA. Qual è la percentuale di raccolta differenziata nella città di Messina? Non si sa. Non c’è infatti uniformità tra i dati rilasciati dall’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale, che per il 2019, anno di ultima rilevazione, indica per la città dello Stretto una percentuale inferiore al 20%, e quelli dell’assessorato all’Energia della regione Siciliana, ben più “generoso” con la città dello Stretto, nè con le dichiarazioni del comune di Messina e della partecipata che si occupa di rifiuti, MessinaServizi Bene Comune: di certo, qualunque sia la fonte dei dati, non sono nemmeno lontanamente raggiunti i traguardi del 65% che il sindaco Cateno De Luca aveva enunciato come traguardo addirittura previsto per luglio 2019 (e nemmeno la stima più prudenziale del presidente di MessinaServizi Pippo Lombardo del 50% entro la fine del 2020). Cosa dicono i numeri, e perchè sono discordanti?

 

I DATI DELL’ISPRA. Secondo l’ultimo report dell’Ispra, pubblicato a dicembre del 2020, la percentuale di raccolta differenziata nel Comune di Messina nel 2019 è del 18,8%, con una crescita di circa un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Dati che collocano la città dello Stretto agli ultimi posti della classifica fra i comuni italiani con più di 200mila abitanti, con uno scarto piuttosto netto rispetto alle altre zone della penisola. A far peggio, in tutta Italia, sono solo Catania e Palermo, che tuttavia registrano un incremento più significativo rispetto all’anno precedente, pari rispettivamente a più 6,8 e 6,9 punti in percentuale.

 

I DATI DELLA REGIONE. Ben diversi, invece, i numeri pubblicati sul portale dell’assessorato, che mostrano uno scenario un po’ più confortante, con 5 punti di percentuale in più al Comune di Messina. Secondo il report della Regione Siciliana, infatti, la media di raccolta differenziata nel 2019 era pari a 23,2% (comunque 376° su 390 comuni): un dato che benchè sia il migliore delle tre città metropolitane siciliane, comunque ben distante da quanto ipotizzato e promesso a più riprese dal sindaco Cateno De Luca, che sei mesi dopo il suo insediamento al Comune, avvenuto a giugno del 2018, aveva garantito il raggiungimento del 30% entro marzo 2019 e addirittura il 65% entro luglio dello stesso anno.

Una differenza tra i numeri che non è solo relativa a quelli del 2019, ma che è costante anche per gli anni precedenti. Secondo l’Ispra, a Messina le percentuali di differenziata erano di 11,2 nel 2016, di 14,2 nel 2017, di 17,9 nel 2018 e di 18,8 nel 2019. Per la Regione, invece, numeri sempre più alti: 12,49 nel 2016, 14,23 nel 2017, 18,70 nel 2018 e 23,02 nel 2020.

Come mai questa discrepanza fra i dati dell’Ispra e quelli della Regione? A chiederselo è anche l’assessorato regionale con il relativo dipartimento, che contattato da Lettera Emme ha annunciato che procederà ad effettuare tutte le verifiche del caso, anche tramite l’Arpa, per capire il perché della differenza riscontrata. Ad ogni buon conto, fanno sapere dall’assessorato, chi comunica di dati è lo stesso Comune.  «Si precisa – si legge sul sito della Regione Siciliana – che i dati sono immessi dai responsabili comunali accreditati su apposita piattaforma informatica web gestita dall’Ufficio. La veridicità dei dati immessi è attestata dai responsabili comunali dei Servizi di Igiene Urbana e dai Sindaci con esplicita autocertificazione ai sensi dell’art.47 del DPR n. 445/2000. I dati sono sottoposti ad una prima verifica di questo Ufficio e sono in corso di validazione da parte di ARPA Sicilia ai sensi della convenzione del 12 aprile 2017. L’eventuale mancanza di dati è da imputare alla mancata trasmissione degli stessi da parte dei Comuni interessati».

I DATI DEL COMUNE. A fornire ulteriori cifre, qualche giorno fa, sono stati l’assessore Dafne Musolino e il presidente di Messina Servizi Bene Comune Pippo Lombardo, secondo i quali Messina sarebbe passata da “una percentuale media di raccolta differenziata che si attestava al 12% prima del 2018 (non è così secondo i dati sia di Ispra che della regione, ndr), al dato medio del 30% di raccolta differenziata nell’anno 2020 e con la proiezione del dato medio per il 2021 di oltre il 45% raggiungendo così l’invidiabile primato di prima Città Metropolitana della Sicilia”. Lo stesso Lombardo, appena sei mesi fa, a luglio, in una replica ad un articolo pubblicato da questa testata aveva specificato come l’obiettivo fosse quello di poter arrivare “entro la fine dell’anno 2020 al 50% di raccolta differenziata su tutto il territorio comunale”.

 

 

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