MESSINA. La struttura dei tamponi drive-in del ex Gasometro del viale della Libertà chiude definitivamente i battenti. Una decisione presa nella giornata di lunedì da parte dell’azienda sanitaria provinciale di Messina, che non ha potuto fronteggiare i costi dei dipendenti dopo il taglio voluto dalla Regione lo scorso 27 maggio.

Dopo il ridimensionamento di due settimane fa, arriva la chiusura totale della struttura. Struttura aperta a metà dicembre del 2020 e che durante i sei mesi di attività, aveva rappresentato un punto fermo per le decine di migliaia di messinesi che si erano recati per prevenire la diffusione del virus con tamponi gratuiti.

Niente più drive-in e niente più tamponi gratuiti alla cittadinanza dunque, che adesso dovrà recarsi in strutture private se vorrà sottoporsi ai tamponi per verificare l’eventuale positività al virus. Una chiusura che non riguarda però soltanto Messina ma soprattutto le migliaia di turisti che giungeranno nell’isola per trascorrere le vacanze.

Allo stato attuale, come confermato anche dall’ASP di Messina, non sono previste a livello regionale misure di contenimento con tamponi a campione per quanti sbarcheranno in Sicilia. Uno stop dei controlli normato dall’ordinanza regionale 59, del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che recepisce la ratio del decreto legge 65 del 18 maggio che allenta le limitazioni agli spostamenti abolendo di fatto i controlli tra regioni e che non consentirà il tracciamento degli eventuali casi Covid che da tutto il Paese sbarcheranno a Messina.

L’ordinanza regionale 59 ha di fatto dato il via allo smantellamento dei punti di somministrazione dei test di Caronte pedonale e Stazione Marittima. E cessato lo stato emergenziale, anche la presenza della Protezione Civile non è stata ritenuta necessaria nella struttura del viale della Libertà, facendo lievitare notevolmente eventuali nuovi costi gestionali da parte dell’ASP.

Ed è stata proprio l’ASP locale, dopo un tentato confronto tra le parti, a dover optare per la chiusura della sede. Non ancora certa la nuova collocazione di medici, infermieri e tecnici informatici fin qui impiegati e assunti con contratto in scadenza il prossimo 31 luglio, che dovrebbero trovare una nuova collocazione all’interno del vicino hub fieristico, dove medici e infermieri già in servizio sono pagati rispettivamente 60 e 30 euro l’ora per la somministrazione vaccinale.

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