MESSINA. Le dimissioni dell’intero Consiglio d’Amministrazione della Stretto di Messina spa e l’amministrazione giudiziaria della società. È la petizione che il Comitato No Ponte Capo Peloro ha lanciato su change.org (qui il link), seguendo la raccolta firme che lo stesso Comitato ha organizzato in presenza, a Torre Faro, lo scorso 14 giugno, raccogliendo in poco più di un’ora 247 firme. Sabato, la petizione è stata lanciata anche online, insieme al Comitato di Villa San Giovanni “Titengostretto”, al Movimento Cinquestelle di Messina, alla CGIL Messina, al PD Messina, al Circolo Reggio Sud, al circolo PD “Tonino Giordano” Villa San Giovanni, al circolo Anpi Aldo Natoli di Messina, all’Udu Messina, all’UISP Messina, a Italia Nostra Sicilia. In poco meno di due giorni sono state raccolte circa 600 firme.

La petizione è rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, ai soci azionisti della Stretto di Messina S.p.A. (Ministero dell’Economia e delle Finanze,  ANAS S.p.A., Rete Ferroviaria Italiana , Regione Calabria, Regione Sicilia), alla Stretto di Messina S.p.A. e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, e i promotori, “alla luce delle notizie relative a un’inchiesta per corruzione legata al procedimento di approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, in cui risulta coinvolto un ex componente del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina S.p.A., chiedono le dimissioni immediate dell’intero CdA e di tutti gli organi di amministrazione e controllo, nonché l’adozione di un provvedimento cautelare di amministrazione giudiziaria della società”.

“Tale richiesta è motivata dalla gravità dei fatti emersi, tutti da accertare in sede giudiziaria, che farebbero ritenere gli organi societari non in grado di garantire legalità, correttezza, trasparenza e una gestione adeguata del denaro pubblico. Pur nel rispetto del principio di non colpevolezza e del ruolo della magistratura nell’accertamento delle responsabilità penali, si potrebbero evidenziare possibili gravi irregolarità gestionali e violazioni dei doveri degli amministratori, con potenziali danni al patrimonio societario e pubblico – si legge nella petizione – Si ritiene inoltre necessario l’intervento dell’Autorità giudiziaria per l’adozione di misure cautelari, inclusa la revoca degli amministratori e la nomina di un amministratore giudiziario, al fine di ripristinare la legalità e accertare eventuali responsabilità delle persone coinvolte e della società Stretto di Messina S.p.A.”.

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments