MESSINA. Il primo a fare le spese della realtà economica della Città Metropolitana, dichiarata “strutturalmente deficitaria” è Salvo Puccio, la cui avventura da dirigente della ex Provincia regionale di Messina è terminata qualche giorno fa: l’ente, con decisione della Conferenza metropolitana (l’assemblea dei 108 sindaci della provincia), ha preso atto della rescissione del suo contratto da dirigente tecnico, carica per ricoprire la quale nel 2021 aveva rinunciato al ruolo da presidente e direttore generale facente funzione dell’Amam, l’azienda che si occupa di acquedotto e approvvigionamento idrico, per accasarsi a Palazzo dei Leoni. Perchè l’ex Provincia ha rescisso il contratto? Perchè secondo il decreto sindacale di nomina di Puccio, firmato dall’ex sindaco metropolitano Cateno De Luca, “il contratto è risolto di diritto nel caso in cui la Città Metropolitana di Messina dichiari il dissesto o venga a trovarsi in situazione strutturalmente deficitaria,…”: per cui Puccio non è più dirigente. Nel frattempo all’Amam, settimane fa, è stato bandito un concorso da dirigente tecnico dal quale lo stesso Salvo Puccio è risultato primo degli idonei, al termine di una selezione in cui la prima commissione si è dimessa per incompatibilità e mancata terzietà nei confronti di alcuni dei candidati: essendo risultato primo degli idonei, Puccio tornerà alla partecipata che ha presieduto e diretto fino a poco più di un anno fa. Il ruolo da dirigente tecnico è stato messo a bando per la sostituzione di Natale Cucè, al quale a luglio scorso è scaduta la mobilità che lo aveva portato tre anni fa all’Amam da Messinambiente (nel frattempo fallita), per cui per nove mesi la partecipata è rimasta priva di dirigenti, essendo Cucè l’unico in organico. Nel frattempo, due settimane fa dall’Amam si è dimesso Santi Trovato, ad un anno dalla nomina a direttore generale e, stavolta prontamente, l’azienda ha emanato un bando con scadenza 24 aprile. Tra l’altro i percorsi di Puccio e Trovato si sono incrociati, tra Amam e Città metropolitana. Il primo è diventato dirigente della ex Provincia regionale, dimettendosi dalla partecipata, più o meno quando Trovato si è dimesso dal ruolo di commissario per il consiglio della Città metropolitana per diventare direttore generale dell’Amam (per poi dimettersi a inizio aprile 2022 anche da questo).

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andrea
andrea
15 Aprile 2022 20:06

STRANO DAVVERO; NON LO AVREI MAI DETTO…