Scrivevo ieri su Facebook che sto sentendo parecchio la mancanza di quelle valvole di sfogo che mi aiutavano a trasformare lo stress settimanale in energia da sfogare tra concerti e stadio. Proprio per questo oggi la playlist sarà un po’ diversa, cercheremo di ritrovare questa energia e incanalarla nei binari della positività. Perché finito tutto non cambieremo magicamente, ma starà a noi farci un profondo esame di coscienza e ripartire con una spiccata voglia di spaccare il mondo.

Giancane – Non dormo più

Una nota autobiografica: questa canzone rispecchia il mio stato d’animo (e, credo, quello di tanti altri come me). Il buon Giancane in un video ben girato incrocia le vite di tre persone, cioè lui, l’attore Gianmarco Saurino e Chef Rubio; in attesa della pistola che possa mettere in circolo melatonina, speriamo che esca presto anche il seguito di questo cortometraggio. Musicalmente il pezzo è in pieno stile giancanesco, con quella voce particolare che stavolta cita anche Il grande incubo degli 883. Un pezzo che ripeschiamo in questa situazione perché il sole tornerà a splendere, e noi saremo svegli per guardarlo sorgere.

Blur – Charmless Man

Con la nostra bella autocertificazione (motivo: playlist) ce ne andiamo in Inghilterra a far visita a quel gruppo clamoroso chiamato Blur, una band che negli anni ’90 ha scritto pagine indelebili di storia e tra queste un capitolo importante lo ha, sicuramente, Charmless man, ultimo singolo estratto da The great escape che grossomodo possiamo definire l’ultimo capitolo nella guerra del britpop. Albarn va in totale contrasto con il titolo con una voce magnetica, il riff è universalmente riconosciuto alla prima nota come anche quel “nanana” che accompagna il brano. In momenti come questo bisogna abbracciare le proprie certezze, e i Blur lo saranno per sempre.

Supergrass – Alright

Ecco, appunto: le certezze. Alright dei Supergrass è uno di quei pezzi che tutti hanno ballato in un dj set, che tutti conoscono e non ricordano neanche il perché. Una canzone che sa di estate, sa di viaggetto in macchina per andare a prendere fresco in un qualche paesino di cui hai sentito parlare bene e poi su TripAdvisor c’è la recensione di una bella trattoria. Sa di gioventù e di momenti ludici, non sempre lucidi, di una birra fresca sotto un albero. Ecco, è lo scenario di cui abbiamo bisogno per proseguire: ce ne stappiamo un’altra, più tardi, per sentirci Alright. E pensate che i Supergrass avevano in programma la reunion questa estate. Pessimo tempismo, ragazzi.

Samuele Bersani – Siamo gatti

Ci ha lasciato Luis Sepúlveda, scrittore cileno il cui maggior successo è stato con ogni probabilità Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Dal libro venne tratto un film, diretto da Enzo D’Alò, che ebbe un grandissimo successo. La gabbianella e il gatto ancora oggi è il film di animazione che ha registrato i maggiori incassi nel nostro paese, e questo è merito di una storia scritta divinamente e di un ottimo adattamento; in più, io inserisco anche la capacità di aver trovato le personalità giuste per lavorarci, tra cui Samuele Bersani, autore di questa Siamo gatti, che oggi più che mai è adorabile e che non ci stancheremmo mai di ascoltare.

Father John Misty – God’s favorite customer

Non solo l’insonnia, ma una settimana difficile, forse quella più complicata che abbia vissuto dall’inizio di questa situazione. Lo scrivo qua a voi che ogni settimana cercate qua un conforto o una spinta, perché so che potete capirmi. Non è un momento facile e l’energia accumulata dobbiamo usarla bene. Per questo non chiudiamo spingendo, come sempre, sull’acceleratore, ma cerchiamo con spirito conservativo un momento di riflessione e contemplazione. Una notte, cercando di prendere sonno, mi è tornata in mente una frase di Father John Misty: “Don’t you remember me? I was God’s favorite customer—but now I’m n trouble”; vuol dire tutto e niente, a seconda del contesto in cui la inserite. Per me ha una valenza molto importante, come del resto tutto quel disco favoloso che è God’s favorite customer, da cui oggi ascoltiamo il brano omonimo con cui chiudiamo sperando, la prossima settimana, di avere belle notizie da poterci comunicare. Non molliamo.

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