MESSINA. Il Comune di Messina “riformulerà” il Piano di Riequilibrio redatto dall’ex Giunta di Palazzo Zanca, quella capitanata da Cateno De Luca, che fra gli ultimi atti della sua sindacatura aveva emanato una delibera in cui prevedeva un nuovo programma di rientro pluriennale dai debiti per evitare il dissesto alla città dello Stretto. La notizia l’aveva data il Commissario Straordinario Leonardo Santoro, che pochi giorni fa aveva comunicato la sua decisione alla Corte dei Conti (qui il link).

La scelta di rimodulare il piano scaturisce dai rilievi che la Corte dei Conti aveva redatto in una relazione, sollevando dubbi sul prospetto dell’ex Amministrazione, chiamata a dare spiegazioni. La convocazione è avvenuta durante gli ultimi giorni da primo cittadino di Cateno De Luca, che una volta ribadite le scelte all’interno del piano ha abbandonato la carica da sindaco, lasciando al commissario Santoro la guida di Palazzo Zanca e dell’intera macchina amministrativa. Proprio alla luce di ciò, Santoro spiega di aver visionato inizialmente il primo Piano di Riequilibrio e poi la rimodulazione di circa un mese fa: «Abbiamo ritenuto, come struttura commissariale, che per il bene di Messina fosse opportuno riscrivere e mettere a punto tutta una serie di elementi che risolvessero le criticità sollevate nelle ventuno pagine della delibera della Corte dei conti, e quindi puntare ad un piano che in qualche modo allontani Messina dal rischio di dissesto», ha spiegato in un’intervista rilasciata alla Gazzetta del sud.

A non convincere il commissario sono in particolare «tutta una serie di rilievi legati alla forma che è stata utilizzata, oltre che alla sostanza che è legata al monte debitorio», spiega, sottolineando anche, però, che non si ripartirà da un foglio bianco per la stesura del nuovo piano, ma da una base di punti riscritti «in coerenza con i rilievi. Come in ogni atto di tipo amministrativo non è opportuno ripartire da zero. Bisogna ripartire dagli elementi significativamente corretti, da quelli che non hanno trovato i rilievi della Corte dei conti, e risolvere tutte le criticità».

Cosa succederà se il Commissario non riuscisse a rimodulare il nuovo Piano di Riequilibrio prima delle elezioni amministrative? Secondo Santoro è un’ipotesi concreta, e infatti il suo obiettivo non è concludere questo atto ma iniziarlo. Il tempo, spiega infatti il Commissario «non è sufficiente, ma se avessi lasciato le cose in quei termini Messina rischiava veramente». A completare l’opera, potrebbe quindi essere il prossimo sindaco, che potrà continuare sulla stessa lunghezza d’onda degli accorgimenti del Commissario Straordinario o che potrà invertire totalmente la rotta.

Nel frattempo, Leonardo Santoro si sta occupando anche di altre questioni a Palazzo Zanca, fra cui quelle inerenti le partecipate che, dichiara, «stanno tornando a raccordarsi con la struttura commissariale» e quelle legate al risanamento: il Commissario racconta di aver ricevuto una delegazione di gente che «continua a vivere nelle baracche a ridosso delle quali continuano a rimanere delle macerie e delle fogne scoperte, quindi ho dato disposizione ad Amam di intervenire e farò richiesta di chiarimenti sul perché le demolizioni a ridosso di case abitate e di baracche abitate non siano state fatte».

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