MESSINA. Il restauro della Fontana di Orione? “La procedura relativa al piano di interventi procede speditamente”, scrive il Comune di Messina. In realtà solo la programmazione degli interventi va avanti da un anno e mezzo, con le difficoltà del caso (anche legate all’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus), e ancora non si ha un cronoprogramma. Fino a due giorni fa, infatti, la procedura era bloccata perché si attendeva un sopralluogo da parte dell’opificio “Pietre dure” di Firenze, impossibilitato a venire a marzo per l’emergenza sanitaria, e anche adesso in quanto la Toscana è zona rossa. Lunedì, invece, l’opificio ha dato la disponibilità di valutare le condizioni del monumento cinquecentesco del Montorsoli in modalità telematica, così da redigere le linee guida per il progetto.

Come? Giovedì mattina (salvo imprevisti dovuti alle condizioni climatiche) ci sarà una video conferenza nel cantiere fra la Soprintendenza di Messina, l’Amministrazione comunale, il Rup Annamaria Cacopardo e l’opificio. Durante la chiamata gli esperti dello studio fiorentino indicheranno dove è necessario scattare delle fotografie da inviare loro per poter redigere le linee guida.

A proporre l’idea è stata la Soprintendente Mirella Vinci, che ha parlato con il funzionario dell’opificio: “Gli ho personalmente detto che noi non potevamo continuare a rimanere fermi. Mi ha risposto che non possono muoversi e così abbiamo organizzato un incontro da remoto. Gli esperti in diretta chiederanno quali foto avranno bisogno. Sia chiara una cosa però: le foto loro già le avevano, perché gliele avevamo mandate in passato. Questa ulteriore foto documentazione serve perché loro vogliono sapere se i danni presenti si sono accentuati o se ci sono nuovi danneggiamenti“.

L’annuncio di lavori di restyling era stato fatto nel 2019 e i primi interventi dovevano partire dopo Ferragosto dello stesso anno. Risale al 18 luglio 2019, infatti, il sopralluogo dell’assessore all’Arredo Urbano e Spazi Pubblici Massimiliano Minutoli, che quel giorno ha incontrato i responsabili della ditta Fichera che si dovrebbe occupare degli interventi di messa in sicurezza del monumento. A seguito dell’incontro era stato deciso di avviare il cantiere dopo la festività per lasciare l’opera libera dalle impalcature durante la settimana di festa. Gli unici interventi partiti, però, sono stati i rilevamenti propedeutici all’avvio dei lavori, ovvero il posizionamento dei sensori che hanno rilevato una serie di dati supportati dalle riprese effettuate con il drone per analizzarli e ricostruire virtualmente la struttura della fontana. La scultura, quindi, risultava (e risulta) ancora parzialmente occultata dalle impalcature, e i lavori di ristrutturazione non sono mai iniziati.

Ma cosa ha fermato l’avvio dei lavori? Nonostante l’Amministrazione avesse fatto il suo annuncio a metà luglio 2019, la Soprintendenza di Messina si era messa in contatto con l’opificio delle pietre dure di Firenze (lo stesso che venne per il restauro che si fece dopo il 1908) per far arrivare in città due restauratori con la funzione di consulenti e supervisori, in quanto massimi esperti nel settore, a settembreL’appuntamento era stato fissato per marzo, spiega la Soprintendenza, a causa degli altri impegni della struttura numero uno in Italia, e ciò rendeva impossibile rispettare le previsioni dell’Amministrazione.

Naturalmente, a marzo per l’emergenza Coronavirus tutto è stato automaticamente sospeso e rimandato. Vista la seconda ondata, in pieno accordo con il Soprintendente Mirella Vinci, oggi si è deciso di procedere alle verifiche delle condizioni di degrado della struttura attraverso l’analisi di materiale fotografico e di apposito sopralluogo congiunto, tra il rup, l’architetto Annamaria Cacopardo, e la Soprintendenza.

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