MESSINA. Dodicimila e cinquecento interazioni dirette, quasi tutte concentrate nell’arco di pochi giorni. Poi il crollo. L’analisi dei flussi di conversazione sui social network (aggiornata al 20 agosto) mostra con una certa chiarezza come il furto del Polittico di San Gregorio dal Museo Accascina di Messina abbia prodotto una reazione immediata e molto intensa, ma altrettanto veloce nell’esaurirsi. Oltre l’88% delle interazioni rilevate si concentra infatti nelle prime 48-72 ore, tra la mattinata del 16 e la sera del 17 agosto. Dal 18 agosto la curva scende rapidamente e tra il 18 e il 20 agosto il volume di post e commenti registra una contrazione del 94% rispetto al picco. A raccontare meglio la reazione dei social, però, è ciò di cui gli utenti hanno scelto di parlare.

FACEBOOK E X. Su Facebook, dove prevalgono gli utenti over 45, si è concentrato il 75% del dibattito sanzionatorio. È qui che si trovano le discussioni più lunghe e articolate, spesso dedicate alle responsabilità del personale, ai sistemi di vigilanza, alla catena di custodia e alle conseguenze che dovrebbero ricadere su chi aveva il compito di garantire la sicurezza delle opere. Su X, frequentato soprattutto da utenti tra i 25 e i 40 anni, il fenomeno ha assunto caratteristiche differenti. La piattaforma è diventata soprattutto il luogo delle speculazioni rapide sulla dinamica del furto e dell’ironia.
LA GOGNA E LA CACCIA AL COLPEVOLE. Il dato centrale riguarda però il contenuto degli interventi. Oltre il 68% dei commenti registrati nei gruppi Facebook e sui profili X non esprime rammarico né propone un approfondimento sul valore storico e artistico del Polittico di San Gregorio e delle tavole di Antonello da Messina custodite al Museo Regionale di Messina. La discussione vira quasi immediatamente verso le responsabilità del personale e della catena di custodia, anche dopo i recenti sviluppi giudiziari relativi alle ipotesi di complicità interne. Non mancano post che chiedono il licenziamento in tronco dei direttori della struttura e commenti che ipotizzano la presenza di “talpe” interne alla sorveglianza.
IL POLITTICO SU VINTED. Una parte consistente della conversazione prende anche la strada dell’ironia. Il 14% degli interventi analizzati riguarda la banalizzazione e la trasformazione del furto in materiale per meme. Tra le immagini più condivise compaiono fotomontaggi del Polittico messo fittiziamente in vendita su Subito.it o Vinted. In altri casi le tavole vengono inserite nei salotti.
“HANNO RUBATO L’ANIMA DI MESSINA”. Le reazioni legate al senso di perdita culturale rappresentano invece il 18% del totale. Qui compaiono soprattutto espressioni di rammarico nostalgico legate alla storia della città. “Hanno rubato l’anima di Messina” è una delle frasi che ricorrono maggiormente. Si avverte che è stato colpito qualcosa che appartiene alla città, senza che questo porti necessariamente a una conoscenza del Polittico. Il problema emerge ancora più chiaramente quando si osserva il modo in cui le opere vengono descritte dagli stessi utenti.
LA “DONNA COL VELO AZZURRO” E I “VECCHI QUADRI RELIGIOSI”. Il 78% degli utenti, con punte che nelle prime rilevazioni arrivavano fino all’80%, ha discusso dell’episodio citando le opere in maniera generica. Ricorrono definizioni come “la donna col velo azzurro” o “i vecchi quadri religiosi”. In diversi casi gli utenti mostrano di non sapere che si tratti di tavole dipinte. Altri arrivano ad attribuire erroneamente le opere a Caravaggio oppure a confonderle con l’Annunciata di Palermo. I commentatori capaci di intervenire con competenze storico-artistiche adeguate rappresentano infatti appena il 4-5% del totale.
LE SPECULAZIONI SUL FURTO. Un altro filone riguarda la dinamica dell’azione. Una quota degli interventi si divide tra teorie sulla fuga e ricostruzioni fantasiose. È un territorio distinto dalle semplici reazioni emotive. Qui gli utenti cercano di spiegare come possa essere avvenuto il furto, quali percorsi possano essere stati utilizzati e come i responsabili possano essersi allontanati.
LE FAKE NEWS. Il vuoto di conoscenza artistica e la scarsità di informazioni certe sulla dinamica hanno creato terreno favorevole alla circolazione di notizie non verificate. Nelle conversazioni compaiono ipotesi relative a committenti internazionali e a fughe spettacolari, senza che tali ricostruzioni siano sostenute da alcuna prova investigativa. Le ipotesi vengono condivise, riprese e commentate fino a confondersi talvolta con le informazioni reali.
QUANTO VALE IL POLITTICO? C’è poi il capitolo economico. Numerosi utenti hanno condiviso stime sul valore dell’opera completamente slegate dal reale mercato dell’arte. Le cifre diventano parte della discussione e, in diversi casi, perfino il parametro con cui viene giudicata la gravità del furto. Più alto sarebbe il valore in euro, maggiore sarebbe la perdita.
IL 16 AGOSTO: LO SHOCK. Anche il sentiment cambia molto rapidamente nei giorni immediatamente successivi al furto. Nelle prime ore del 16 agosto, quando l’hashtag #FurtoMessina dominava i trend di X, prevale soprattutto lo stupore. A sorprendere gli utenti è la violazione del perimetro museale. L’incredulità riguarda il fatto stesso che qualcuno sia riuscito a entrare, sottrarre le opere e superare i sistemi di sicurezza.
17 E 18 AGOSTO: LA RABBIA. La frustrazione diventa il sentimento prevalente. Il personale di custodia finisce al centro di numerosi interventi e i toni diventano fortemente aggressivi. Le responsabilità, vere o presunte, monopolizzano buona parte della discussione. È in questa fase che la richiesta di sanzioni raggiunge il suo massimo e che la polemica sulla sicurezza supera definitivamente l’interesse per l’opera.
19 E 20 AGOSTO: L’OBLIO. La componente emotiva perde rapidamente intensità e i volumi della conversazione tornano verso i livelli precedenti al furto. Il caso non è risolto, ma sui social la questione ha già perso gran parte della sua forza.




