MESSINA. “Si rende noto che l’autorità portuale di Messina intende affidare in concessione una porzione di area scoperta denominata “Lungomare” ubicata all’interno del quartiere fieristico di Messina“. Un mese dopo la polemica tra Authority e Comune di Messina sull’agosto messinese, l’ente di via Vittorio Emanuele tenta di correre ai ripari, cercando qualcuno a cui “affittare” per un mese l’unica area della fiera immediatamente disponibile senza grossi lavori di manutenzione.

Per farne cosa? “Organizzazione di eventi ricreativi, culturali, ludici e di aggregazione sociale tali da valorizzare adeguatamente le arre e soddisfare al contempo l’interesse pubblico”, si legge nella manifestazione d’interesse lanciata dall’Autorità portuale.  Da organizzare entro il primo agosto, dato che la concessione decorre dal primo giorno del prossimo mese e termina trenta giorni dopo, il 31 agosto. E costa 7500 euro. E’ tanto il prezzo fissato dall’Autorità portuale per il canone di occupazione delle aree.

Cosa dovrà fare l’eventuale concessionario in venti giorni, oltre a sborsare i 7500? Intanto “adoperarsi per dotarsi di wc chimici e allacci provvisori per l’intera durata della concessione”, quindi (“a proprie spese”, sottolineano dall’Authority) “alla redazione ed al rispetto dei piani di sicurezza  legati alla specifica attività da svolgere ed a dotare le aree di tutte le attrezzature per la protezione incendi secondo le specifiche esigenze”. Basta? No.

Perché non sarà l’Authority, proprietaria dell’aria, ma il concessionario che dovrà produrre una perizia “attestante a valle delle specifiche in loco, che le aree oggetto di autorizzazione in relazione allo stato di fatto risultano idonee ex lege per essere adibite alla destinazione richiesta”. Infine, chi si accaparrerà l’area dovrà munirsi “presso gli enti competenti, delle autorizzazioni necessaria per le attività da svolgersi“.

Cosa potrà organizzare, in venti giorni, il vincitore del bando? “Proposte che presentino un calendario di attività di alto profilo culturale, in grado di creare sinergia con altre realtà ed interessa da parte dei non residenti. tali attività – si legge nei criteri di ammissibilità  delle proposte, possono essere di vario genere, da piccole rassegne fieristiche su temi quali ambiente, energia alternativa, fotografia, cultura e cibo, attività teatrali, musicali o di altro genere”.

Tutto questo in meno di venti giorni. Sulla carta, quindi, l’ipotesi “mercatino” sembra scongiurata. Chissà nella realtà.

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