MESSINA. L’argomento è di quelli che hanno fatto discutere e lo faranno ancora: in città si è scatenato un dibattito, trasversale e molto ampio, sulle aree cittadine la cui giurisdizione e titolarità appartiene però all’Autorità portuale. Sull’argomento sono intervenuti soggetti tra loro distantissimi tipo Cambiamo Messina dal Basso e Capitale Messina, e sono arrivati alla stessa conclusione: che ne sarà di quelle aree quando la sede dell’Autorità portuale sarà spostata da Messina a Gioia Tauro?

“Date le rivendicazioni del Comune stiamo attendendo da Roma le assegnazioni delle aree”, ha spiegato il presidente dell’Authority Antonino De Simone. In attesa di capirne il destino, però, su quelle aree Palazzo Zanca paga canoni. L’Autorità portuale ha incassato per decenni le concessioni per aree che storicamente fanno parte del  tessuto urbano, come il piazzale di Campo delle Vettovaglie, via Vittorio Emanuele, la Passeggiata a Mare, la Fiera, il viale della Libertà, e l’ex Gasometro.

Oggi le aree in cui Palazzo Zanca paga il canone sono nove. Non troppi e non salatissimi, in tutto poco meno di dodicimila euro, ma li paga. Per l’area d’accesso al parcheggio dell’Annunziata, l’ arretramento del marciapiede lato mare sul percorso del tram, la “cabina Schipani” per la pubblica illuminazione (rimasta intitolata al concessionario pluridecennale col quale il contratto si è interrotto anni fa), l’impianto di raffreddamento con acqua di mare del teatro Vittorio Emanuele, quello tecnologico dell’acquario comunale, la vasca d’accumulo Norimberga e la condotta delle acqua pluviali provenienti dai torrenti Brasile e Annunziata, all’Autorità portuale vanno in totale 4291 euro: 613 euro per ciascuna concessione.

Più onerosi la sottostazione della tramvia , 1123 euro, ed il parcheggio dell’Annunziata (per il quale si paga un canone a parte per l’area d’accesso) che costa 2272 euro, e soprattutto per la villa Sabin, il cui canone è praticamente di quattromila euro. Ci sarebbe anche il parco Belfiore, nel lungomare del Ringo, ma per il 2016 la tabella riassuntiva del dipartimento al patrimonio del comune di Messina non riporta il canone pagato.

Le concessioni rilasciate dall’Autorità portuale per le aree sopra indicate sono da tempo scadute“, spiega una determina dirigenziale del comune di Messina. Nondimeno, “per il perseguimento di finalità varie di pubblico interesse, continua ad occupare le aree sopra elencate ancorchè le relative concessioni risultino da tempo scadute”. E a febbraio il Comune ha manifestato interesse a rinnovarle, quelle concessioni. E per garantirle, qualche settimana fa Palazzo Zanca ha pagato all’Autorità portuale quasi 1500 euro di imposta di registro ai fini della proroga.

Discorso a parte merita la cittadella fieristica: fino al 1991, la Capitaneria di porto di Messina aveva riconosciuto all’Ente autonomo Fiera di Messina (ente regionale) il diritto al pagamento del canone ricognitivo, pari al 10 per cento di quello normale. Nel bando emanato un anno fa dall’Autorità portuale, e parecchio contestato, il canone era fissato in poco meno di mezzo milione all’anno.

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