MESSINA. Diciotto milioni di euro per il recupero e la trasformazione del”ex Macello di via Don Blasco, definito dall’amministrazione “l’ambizione di essere la prima tessera di una risoluzione definitiva non solo dell’area dell’ex Macello, bensì del water-front urbano”. E’ il progetto per il quale il comune di Messina ha ricevuto contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, “volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale”.

Di cosa si tratta? L’ex Macello è una struttura in pieno disfacimento da oltre 36mila metri quadrati (dei quali 11mila da demolire più di 25mila da ristrutturare, che insieme ad altri 11mila da costruire di sana pianta formeranno l’opera di trasformazione) che si trova in un edificio a più corpi che si affaccia ad angolo tra la via Santa Cecilia e la via Don Blasco, il cui progetto di recupero si inserirebbe nel più grande piano particolareggiato denominato “Progetto integrato per la ristrutturazione e riqualificazione urbana dell’area stazione Marittima –S. Cecilia” oggi in fase d’adozione.

Cosa sorgerebbe quindi al posto dell’ex mattatoio comunale, (struttura nella quale il sindaco Cateno De Luca nel suo programma elettorale intendeva spostare il municipio mentre Libero Gioveni ci vedrebbe bene il secondo palazzo di giustizia)?  “Una strutturazione urbanistica ad appannaggio di tutti gli abitanti, anche quelli più svantaggiati, che diventi al tempo stesso volano di nuove opportunità di crescita turistico economica specializzata ( vedi ostello, locali commerciali e stabilimenti balneari) che sfrutta le grandi potenzialità paesaggistiche e la singolare prospettiva d’incanto dello scenario dello Stretto di Messina”, si legge nel progetto.

Nello specifico è previsto un ostello al piano primo dell’ex Facoltà di Veterinaria che, recita il progetto, “ripropone una antica vocazione per il turismo a basso costo”. I locali commerciali, al piano terra dello stesso organismo architettonico, “propongono, in maniera rinnovata e moderna, una già operante attività di commercio finalizzato alla nautica da diporto e alla pesca sportiva e professionale e saranno un notevole elemento attrattivo”. I padiglioni dell’ex Macello più prossimi alla ferrovia  verranno demoliti e lasceranno spazio ad un parcheggio e una area libera attrezzata complementare alle attività di accoglienza. I tre padiglioni centrali dell’ex Macello ospiteranno rispettivamente un centro di attività ludico-culturali, un’area attrezzature sportive e un centro di cultura del gusto, mentre il resto dei padiglioni verranno demoliti per lasciare posto ad un nuovo edificio destinato a turismo sociale e servizi connessi. Sull’arenile di fronte al plesso sono stati previste delle strutture per la diretta fruizione del mare, lidi balneari con locali di ristoro e impianti sportivi: un’area fitness, campi da calcetto, campo da tennis e campi di beach volley.

Per le finalità socio-assistenziali sono previste una segreteria sociale, fornito di server di gestione dati, informatizzazione ITC, archivi e spazi idonei ad ospitare il personale amministrativo e l’utenza, un ufficio di servizio sociale professionale, fornito di attrezzature autonome con spazi idonei ad ospitare gli assistenti sociali, il personale amministrativo e l’utenza, e spazi per servizi socio-assistenziali per attività di contrasto alla marginalizzazione e al degrado sociale. Ci sarà anche un centro diurno di assistenza e di incontro e sostegno didattico ed evolutivo per minori. Un nuovo edificio sarà dedicato alle attività ricettive turistico sociali, e potrà ospitare turisti in convenzione e a costi accessibili “garantendo comunque standard elevati”, spiega il progetto.

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