MESSINA. «Secondo Palazzo di Giustizia in via La Farina o all’ex ospedale militare?? Ma siamo proprio sicuri visti i tanti dubbi sorti recentemente per entrambe le ipotesi?». A mettere nuovamente in discussione, nuovamente, la location del secondo Palazzo di Giustizia, nonostante un protocollo d’intesa firmato da Comune di Messina, Demanio e due Ministeri, e le recente presa di posizione della senatrice Grazia D’Angelo, è questa volta il consigliere comunale del Pd Libero Gioveni, che in alternativa alla Caserma Scagliosi e al parcheggio Fosso di via La Farina (finito nel mirino di MessinAccomuna) propone l’attuale ex macello di via Santa Cecilia, un luogo che a detta del consigliere permetterebbe di risparmiare soldi e che ricade in una zona logisticamente perfetta.

«Alla luce della conformazione planimetrica della vecchia struttura esistente che potrebbe prestarsi alla creazione di nuovi uffici e ampie aule di un Tribunale satellite, mi auguro – scrive Gioveni – che possa essere presto al centro di un dibattito in Aula con tutte le categorie interessate. Se si riesce a guardare oltre all’attuale degrado che insiste al momento in quel la zona – prosegue – e pensare che nel giro di un paio di anni, grazie al la realizzazione della nuova via Don Blasco, questa fetta di territorio subirà una radicale trasformazione, l’ipotesi di convertire l’ex macello nel secondo Palagiustizia, seppur possa sembrare a prima vista remota, a mio avviso deve essere quanto meno valutata, ascoltando naturalmente anche il parere degli ordini professionali interessati».

«La convenienza economica, la posizione strategica, la prospettiva di una imminente riqualificazione e trasformazione viaria della zona – prosegue il consigliere – non possono non essere elementi su cui avviare un dibattito serio con tutti i soggetti direttamente e indirettamente interessati. Ecco perché – conclude Gioveni – ritengo a questo punto necessaria la convocazione di una seduta straordinaria aperta del Consiglio Comunale affinchè si gettino definitivamente delle basi concrete per donare alla città una struttura degna di poter soddisfare finalmente le esigenze che investono il complesso mondo della giustizia».

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