MESSINA. Il conteggio dei voti per l’assegnazione dei posti in consiglio comunale si è fermato a 234 sezioni su 253, a causa di errori nelle operazioni di spoglio, dovuti a discrasie tra il numero dei votanti e quello dei voti contenuti nei registri di seggio. Un problema che sorge pressochè ad ogni elezione, ma che stavolta sembrerebbe un po’ più serio del solito, e potrebbe alterare drasticamente la composizione del consiglio comunale.
E’ successo che in alcune sezioni, per via della doppia preferenza di genere (la possibilità cioè di assegnare due voti per i candidati al consiglio comunale, a patto che fossero di genere diverso), siano state assegnate due preferenze alla stessa lista, invece di una come la legge impone.questo avrebbe fatto sballare i calcoli dei voti assegnati alle liste. E dato che ci sono due liste di pochissimo sopra la soglia del 5% (Lega e Scurria Sindaco, rispettivamente a 5,07% e 5,25%), a partire dalla quale si conquistano i seggi in consiglio comunale, anche una manciata di voti in più o in meno potrebbe fare una enorme differenza sulla composizione dell’aula.
Per questo, il comune di Messina non sta caricando i voti sul sito, e il risultato del conteggio dei 32 che siederanno in consiglio comunale è sub judice, finchè al seggio centrale, costituito a Palazzo Zanca e presieduto da un magistrato, Giuseppe D’Agostino, non ci saranno le verifiche sui numeri reali.
Cosa vuol dire? Intanto che non ci sarà alcun riconteggio, misura estrema permessa in casi rarissimi e dopo un iter molto lungo e severo: in pratica avverrà che, nelle sezioni in sono state riscontrate anomalie, saranno convocati i presidenti di seggio e si procederà alla verifica della rispondenza dei dati trasmessi coi verbali di voto.
Un lavoro che si preannuncia lungo, ma, anche stavolta, non è la prima volta: nella scorsa tornata di amministrative, l’ufficializzazione dei consiglieri comunali è arrivata oltre due settimane dopo il voto..


