MESSINA. Nome, cognome, data di nascita e residenza. Poi si passa alla visione della “sua Messina”. Si definisce la “candidata del Popolo”. Linguaggio burocratico, attenzione al peso delle parole ed uso misurato e mirato della retorica politica. Non straborda Emilia Barrile nella compilazione del suo programma elettorale, nessuna enciclopedia di promesse o scadimento in tecnicismi poco comprensibili. Diciotto i punti per il rilancio di Messina: non ci sono passaggi di facili promesse, manca lo sfociare nella fanta-politica tipico della campagna elettorale. Argomenti trattati in maniera concisa e senza fronzoli, gli obiettivi vengono immediatamente affrontati senza lunghe e articolate premesse.

Al centro viene messo l’elettorato, con un chiaro riferimento al riunire una città divisa. Il tema del classismo viene sottinteso, il passaggio “una città che non va letta con un monocolo che colga solo le specificità della porzione compresa tra il Viale della Libertà e il Viale Europa”, spiega come il target di riferimento sia stato individuato negli abitanti dei villaggi e delle periferie. Le differenze sociali sono al centro, è chiaro l’intento di sposare la causa di quella cittadinanza rimasta nelle periferie non solo geografiche, evidente la voglia di riconsegnare centralità e pari importanza ad ogni zona della città.

I fuochi d’artificio da campagna elettorale sono assenti, il programma si snoda in maniera semplice e andando a colpire aspetti della vivibilità. Al primo c’è il risanamento, capitolo amaro per una città ancora costretta a convivere con baracche post terremoto: non una questione populistica, più l’accendere i riflettori su una questione concreta. Giovani, territorio, servizi sociali sono gli argomenti comuni di ogni programma; particolare invece l’ampio capitolo legato allo sviluppo turistico e del marchio Messina.

Turismo come volano non sviluppato, anzi è netta la critica verso la mancata crescita di un campo dall’ampio potenziale. Un tavolo tecnico permanente con gli operatori del settore, creazione di un modello pubblicitario per convogliare turisti durante gli eventi agostani. Passaggio importante quello che prevede la cessione ai gestori della manutenzione delle aree antistanti le strutture turistiche. Particolare, invece, il capitolo sulla creazione di un “marchio Messina” da finanziare con fondi pubblici e privati. Creazione di un brand mirato ad esaltare la città, tanto da trasformare aree dimenticate in vere mete turistiche.

Capitolo lavoro senza facili promesse, anche in questo caso si punta molto sulla possibilità di facilitare in maniera concreta lo sviluppo dell’impiego. Si insiste su una manodopera locale da applicare a tutte le opere di bando pubblico in realizzazione, in più verrebbe promossa una sinergia con gli istituti tecnici locali per la riscoperta di maestranze navali, dell’artigianato e della piccola-media impresa.

Ultimo focus quello riguardante il sistema di trasporto pubblico: anche in questo caso vengono messe da parte le fantasiose applicazioni, si punta su una concretezza tangibile. Interscambio programmato tram-autobus con creazione di un biglietto unico integrato a tempo. Le modifiche strutturali, invece, sono sempre mirate per una maggiore fruizione turistica: eliminazione dei cordoli sulla Cortina del Porto, così da migliorare la possibilità per i crocieristi di accedere agli esercizi commerciali presenti.

 

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