MESSINA. Diecimila euro in nove mesi? Non interessano a nessuno, o quasi. Forse perchè il luogo di lavoro non è esattamente invitante, o forse perchè il gioco non vale la candela, fatto è che il bando lanciato dal ministero della Giustizia per il servizio di barberia al carcere di Gazzi di Messina è andato praticamente deserto. Al punto che la ditta aggiudicataria è stata anche l’unica a presentarsi, su quindi inviti alla procedura negoziata.

L’appalto, dell’importo a base d’asta da diecimila euro (“da considerarsi del tutto presunto, potendo variare, in difetto o in eccesso, per effetto della diminuzione o dell’aumento della popolazione detenuta”, specificano dal ministero), riguarda praticamente il taglio dei capelli “sia ministeriale che a spese degli stessi detenuti”, a iniziare dal primo aprile e fino al 31 dicembre. Condizioni non particolarmente gravose, che però non hanno suscitato alcun interesse nelle imprese. Messinesi soprattutto.

Perché, su quindici operatori invitati a presentare offerta per la procedura negoziata, di busta ne è arrivata solo una: quella di Salvatore Sparacino, che la sua bottega da barbiere ce l’ha per giunta ad Alì, e che ad un prezzo unitario di quattro euro e dieci centesimi a taglio (il criterio di aggiudicazione era il prezzo più basso), si è aggiudicato la gara. “Unica offerta pervenuta, ritenuta congrua, soddisfacente ed economicamente conveniente per l’amministrazione”.

Un circostanza che suscita curiosità, che a un bando da diecimila euro, in una città che negli euro non ci nuota esattamente dentro, si presenti solo un interessato, ma non inusuale, spiegano dalla casa circondariale. Al direttore del carcere di Gazzi Calogero Tessitore, quindi, non è rimasto che inoltrare l’avviso di aggiudicazione provvisoria.

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