MESSINA. Una riflessione sulle prossime amministrative, sull’immobilismo, sulla difficoltà di scegliere un candidato (da un lato, dall’altro l’opposto, l’estrema facilità nell’investitura), ma soprattutto, senza mai nominarli, una forte accusa agli ex colleghi del centrodestra, per i veti incrociati, la “dipendenza” da Palermo e Roma” e lo scollamento col territorio: è quanto ha scritto Emilia Barrile, candidata a sindaco alle amministrative del 2018, e poi caduta nel vortice giudiziario dell’inchiesta terzo livello, che si è attualmente conclusa con l’annullamento della condanna per l’ex presidentessa del consiglio comunale (condanna in primo grado a otto anni poi dimezzata in appello nel dicembre del 2020), sulla sua pagina facebook

“Può lo straniero incoronare un Re scelto senza conoscere il regno?
È tutta qui la questione sostanziale che ci porta ancora a non conoscere il nome di chi correrà per la sindacatura della nostra città. Infinite discussioni e interminabili tavoli ai quali siedono parlamentari, spesso neanche messinesi, si concludono puntualmente con un nulla di fatto. L’obiettivo, per alcuni, è alzare il tiro, garantire se stessi, Messina viene dopo. Messina è su un altro piano. Un secondo (o terzo!) piano. È un copione già visto, quello che ha portato nel 2013 e nel 2018 a lasciare il campo agli outsider: candidati che non si muovevano all’interno delle coalizioni. E la gente ha scelto in entrambi i casi delle proposte che, in parte, erano un’alternativa ai partiti, in parte delle sberle a certi rappresentanti strutturati che decidono indipendentemente dal sentire dei territori. Un sentire che, semplicemente, alcuni ignorano. Evidentemente non hanno funzionato quei ceffoni elettorali. Ignorano. Ignorano e se ne infischiano! Del resto, che importa? Per chi non conosce il territorio, chi non lo vive neanche, Messina è uno spazio tra mari e monti in cui passare ogni tanto a stringere qualche mano, fare qualche promessa, creare qualche problema. Non si può decidere per Messina senza sentire Messina, senza ascoltare la sua gente. E non capirò mai come un tavolo decisionale possa avere attorno a sé solo sedie per parlamentari e segretari di partito che oggi ci sono, domani chissà! Dove sono le associazioni? Dove gli attivisti? Dove i referenti dei villaggi, dei quartieri? Le premesse con le quali il nome verrà fuori sono queste e non sembrano ottimali. Da una parte e dall’altra. Fortuna vuole che qualcuno (anche tra i deputati) la pensi così e porti a quel tavolo l’umore e il pensiero della gente che sa rappresentare. Messina ha bisogno di persone che la aiutino a rinascere e questa rinascita passa dalla capacità di chi la rappresenta di sapersi spendere e donare all’ennesima potenza, senza pensare solo, sempre e prima a quale beneficio elettorale poter (o non poter) trarre da ogni singolo gesto. Messina dovrebbe essere considerata come una figlia, come una nostra figlia, e lo dico da madre. Una madre dona e si offre per i figli per il loro bene, perché siano liberi di scegliere, in grado di sopravviverle, di rendersi autonomi e camminare con i propri piedi con sempre più intraprendenza e autonomia. Una madre si sacrifica per il presente e il futuro dei figli, non cerca di tenerli dentro il perimetro del bisogno e della mediocrità perché il cordone ombelicale non si stacchi mai…Da madre, da messinese, dico apertamente a coloro che oggi devono definire le linee di una campagna elettorale che sarà difficile e decisiva: vedete Messina come una vostra figlia e datele ciò che merita…datele solo amore!”

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Nino Principato
Nino Principato
19 Marzo 2022 20:00

Potevate evitare di dedicare questo articolo

Nino Principato
Nino Principato
19 Marzo 2022 20:03

a questa persona che avrebbe dovuto avere, invece, la delicatezza di restare in silenzio

Lolli
Lolli
20 Marzo 2022 20:04

Concordo al 100 per cento il commento di. Principato