MESSINA. Il fatto non sussiste. Con annullamento senza rinvio, la Cassazione ha cancellato definitivamente il reato di associazione a delinquere nel processo sul caso “Terzo livello”, che vede coinvolti vari politici e imprenditori messinesi, fra i quali l’ex presidentessa del Consiglio comunale Emilia Barrile. Resta in piedi solo il troncone per le ipotesi residuali in merito all’ipotesi di turbativa d’asta per la vicenda Amam e a tre casi di traffico di influenze illecite: dopo l’annullamento con rinvio, il nuovo processo si svolgerà davanti alla Corte d’Appello di Messina. Definitive, invece, le condanne per intestazione fittizia di beni al gruppo dell’imprenditore milazzese Vincenzo Pergolizzi, mentre dovrà ripartire dal primo grado, per difetti di notifica, il processo a carico di uno degli imputati, l’imprenditore Antonio Fiorino.

La vicenda è relativa a un presunto “comitato d’affari” che venne alla luce ad Agosto del 2018, dopo un’indagine della Direzione investigativa antimafia che sfociò in numerosi arresti.

A fine 2020 furono tredici le condanne (e tre le assoluzioni piene) chieste in appello, con pena dimezzata rispetto al primo grado per la Barrile per il commercialista Marco Ardizzone.

Tutto cambia con la decisione di ieri pomeriggio, che con l’azzeramento del reato associativo ridimensiona pesantemente i capi di accusa per i principali imputati (azzerati del tutto per Carmelo Pullia).

 

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