MESSINA. “L’auspicio è che questo percorso possa essere portato a compimento nell’esclusivo interesse della comunità messinese”. Si chiude così la nota che quattro presidenti di circoscrizione hanno vergato, stamattina, a margine di un incontro con gli assessori Gaetano Cacciola e Nina Santisi sul tema del decentramento amministrativo.

Più poteri di spesa diretta ai quartieri attraverso bilanci circoscrizionali e delega alla manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi, in pratica, ma l‘effetto del comunicato è essenzialmente politico. Sottoscrivendolo, e scrivendo  quelle ultime due righe, i quattro presidenti di circoscrizione (dal terzo al sesto, Lino Cucè, Francesco Quero, Santino Morabito e Orazio Laganà) hanno di fatto sponsorizzato la fiducia ad Accorinti ed alla sua amministrazione: fiducia che domani sera passerà sotto le forche caudine del voto in aula.

Perchè, con la caduta di sindaco e giunta, ma anche del consiglio, il percorso si interromperebbe a metà. “Questo passaggio costituisce una svolta epocale nella gestione amministrativa di servizi di base che hanno una ricaduta immediata sulla vivibilità del territorio e sulla qualità della vita dei nostri concittadini”, recita il comunicato, in maniera anche troppo eloquente.

Il messaggio è praticamente “quadripartisan“, perchè Quero è del Pd ma nel 2003 aveva sostenuto Accorinti, Morabito è del Pd anche lui, ma la sua posizione è stata sempre più ortodossa rispetto alle scelte di partito, mentre Cucè di Forza Italia e Laganà è dei Dr, oggi Sicilia Futura, ed entrambi i partiti si sono dichiarati a favore della sfiducia. Dalla firma del documento si sono tirati fuori Nuccio Zullo (Pd) ed (Centristi per la Sicilia). Cosa vuol dire questo?

Che il collegio dei presidenti di quartiere, istituzione del comune di Messina, ha deciso, fuori dagli ordini di segreteria, di sottoscrivere questo comunicato, e di confermare la fiducia all’amministrazione Accorinti: fermo restando il giudizio personale, che tutti e quattro hanno spesso affermato non essere positivo, per i presidenti di quartiere, il commissariamento impedirebbe il percorso già avviato. 

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