MESSINA. In un’isola sempre più anziana che in tanti decidono di abbandonare c’è anche chi torna a casa. È il caso di Marco Aliquò, trentottenne della provincia di Messina emigrato al Milano per lavoro, che si è trovato ad accettare un trasferimento a Barcellona Pozzo di Gotto da parte della multinazionale per la quale lavora. Trasferimento che gli ha permesso, tra le tante cose, di percepire la differenza tra il lavoro al nord e quello al sud, che lui ritrova principalmente nel ruolo che gioca l’empatia.

Di seguito la sua lettera integrale: 

“Credo che la mia storia possa dare un po’ di fiducia e servire da stimolo, in una provincia come quella di Messina, dove ogni anno emigrano moltissimi giovani. Messina è purtroppo una delle province che accusa la più alta emigrazione di Europa. Che il mio racconto, possa anche essere da stimolo ai tanti siciliani che vorrebbero ritornare in terra natia.

Sono laureato in Economia (laurea triennale) e ho conseguito la laurea specialistica in Direzione Aziendale all’università di Catania. Dopo gli studi mi sono abilitato alla professione di dottore commercialista e ho esercitato la libera professione per qualche anno nella mia città di origine.
Ma il mio grande desiderio era poter lavorare in ambito marketing o sales per una grande multinazionale.
Nel  2012 mi sono trasferito a Milano dove ho lavorato in ambito Digital Marketing, poi in ambito commerciale per aziende nazionali e banche e infine per una multinazionale tedesca con oltre 1.000 dipendenti, leader nel settore delle carte carburanti e nei servizi per le aziende di trasporto. A Milano ho conseguito un master executive in “Vendere nell’era digitale: strumenti, strategie e negoziazione” presso la Business School “Il Sole 24 Ore”. Con la multinazionale intanto ho fatto una bella carriera, avendo la possibilità di ricoprire molteplici ruoli, fino a essere il coordinatore di una forza vendite di quasi 20 persone.
A cavallo tra il 2019 e il 2020 l’azienda decise che voleva investire in Sicilia, scegliendo la figura di un’ area manager, per incrementare il numero di grandi clienti presenti nell’isola, per la gestione del parco grandi clienti già esistente e per conseguire una crescita del fatturato. Ovviamente non fui il solo, che in azienda ambiva a questo ruolo, poiché erano numerosi i siciliani che lavoravano e lavorano con me. Dopo l’iter selettivo fui scelto per questo nuovo ruolo.
Nonostante molte persone cercavano di scoraggiarmi nel tornare in Sicilia, poiché sostenevano che le aziende di trasporto non fossero del tutto libere nel poter acquistare il carburante dove preferivano e anche nella scelta di altri servizi legati al mondo del trasporto, io tornai ugualmente. Sono rientrato ad aprile 2020 in piena pandemia, sicuramente un periodo molto delicato per tutti e non ottimale per sviluppare il business di un territorio.
Ma nonostante ciò, con entusiasmo, perseveranza e tenacia i risultati sono arrivati, il business va molto bene e io gestisco in piena autonomia la strategia commerciale per la Sicilia e la Calabria. Ho la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi di vendita e fatturato attesi dall’azienda nella mia zona geografica. Sono felice di essere tornato in questa meravigliosa terra, che scopro giorno dopo giorno essere molto meglio di quello che le persone pensano.
Sono molto soddisfatto di poter offrire un servizio di alto valore, ma soprattutto di poter aiutare tutte le aziende Siciliane. Il trasporto è per la nostra isola un settore altamente strategico perché gioca un ruolo importantissimo nello sviluppo economico dell’isola, imprescindibile per la consegna di alcuni dispositivi (basta pensare al comparto sanitario durante il periodo pandemico) e infine ha un peso estremamente rilevante anche per il settore turistico e agro-alimentare. Sono orgoglioso nel mio piccolo, di poter contribuire allo sviluppo di questo settore, assistendo, sostenendo e supportando tutte le aziende di trasporto della nostra regione, quasi 8.000 secondo albo degli autotrasportatori.
Ad oggi gestisco un portafoglio di oltre 200 medi e grandi Clienti per un fatturato di oltre 14 milioni di euro. Basti pensare che ad aprile 2020, quando sono rientrato e ho accettato questa sfida, il fatturato della mia area era pari a 4 milioni di euro. Ciò denota grandi potenzialità e margini di crescita importanti, del settore trasporto, nella nostra isola.
Se dovessi dare un consiglio ai giovani che vorrebbero rientrare in Sicilia è di studiare e analizzare in maniera approfondita il mercato del lavoro siciliano, le figure professionali mancanti, le nuove opportunità offerte dal lavoro da remoto e constatare se le proprie skills trovano corrispondenza e possono essere valorizzate dalle varie opportunità esistenti. Se non si è capaci di fare questa analisi, affidarsi a dei coach di carriera (in inglese career coach) che però devono necessariamente conoscere bene il territorio siciliano. Sono assolutamente da bandire i classici i luoghi comuni (in Sicilia non c’è niente, non c’è lavoro, nessuno ti paga, i datori di lavoro sono poco seri, etc..), creano solo convinzioni limitanti, non ci spingono all’azione e causano perdita di speranze ed opportunità concrete. Se avessi ascoltato i vari luoghi comuni che ineriscono la nostra Sicilia, non sarei mai riuscito a ritornare e ad avere la mia chance».
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments