MESSINA. Procede stancamente la campagna vaccinale a Messina, che nell’ultimo mese ha registrato dati sempre più bassi, con il picco più alto che corrisponde grossomodo ai giorni di minore affluenza di giugno e luglio.

Dopo il boom dell’inizio della campagna generale a giugno (che comprende un numero più alto di somministrazioni anche grazie a Jenssen, che contempla una sola dose), e nonostante l’enorme numero di incentivi messi in campo dall’Asp (che praticamente sta cercando a uno a uno i non ancora vaccinati per permettergli di farlo) il numero delle inoculazioni in città è calato sempre più lasciando spazio principalmente alle seconde dosi e raggiungendo (escludendo le 174 dosi del 15 agosto), il suo dato più basso il 12 settembre, con 1014 vaccinazioni.

Già a luglio i dati parlavano chiaro su quanto l’ “effetto green passnon avesse poi così tanto appiglio sulla popolazione della città dello Stretto, situazione che nell’ultimo mese è peggiorata visibilmente, tant’è che il picco più alto registrato tra il 16 agosto e il 16 settembre è 3.408 vaccinati, dato di poco superiore a quello che si sarebbe registrato in una qualsiasi domenica di luglio. Il rallentamento, in parte, è motivato dal fatto che più si alza la percentuale di vaccinati, meno ne restano da vaccinare, e chi non lo ha fatto fino ad ora, difficilmente si convincerà a farlo in futuro.

Il rallentamento è tangibile anche dai confronti. Messina, al riulevamento di fine agosto era non solo l’ultima città capoluogo delle nove siciliane, ma tra i 390 comuni siciliani, gli ultimi cinque sono messinesi. La Città dello Stretto infatti ha inoltre la maglia nera per giovani vaccinati arrivando ultima tra le nove siciliane, con il 44,21% di vaccinazioni tra i 12 e i 19 anni.  Ma come va nel resto della Sicilia? Bene, ma non benissimo.

Dopo aver superato la provincia autonoma di Bolzano posizionandosi (dopo mesi) al penultimo posto, pur restando sempre al di sotto della media italiana, risulta in aumento la popolazione che si sottopone al vaccino, ma ancora con qualche dubbio. Se infatti più del 40% dei giovani sono completamente immunizzati, così come la quasi totalità del personale scolastico, resta ancora basso il numero di cittadini vaccinati, rispetto al resto d’Italia.

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