MESSINA. Sono stati per due o tre giorni l’argomento principale di discussione, grazie ad un video (propagandato da Cateno De Luca come reale, mentre invece era un video satirico del quale il sindaco si è impadronito postandolo a più riprese) e a numerose comparsate su tv e giornali nazionali, da allora non se ne è saputo più nulla. Oggi, per i droni per il controllo del territorio per verificare eventuali trasgressioni alle misure di isolamento per evitare il contagio da coronavirus, c’è il via libera.

In un’ordinanza di tre giorni fa, il sindaco De Luca dà il via libera allo “svolgimento del servizio di controllo a distanza con SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto, ndr) finalizzato ad evitare la formazione e/o disperdere eventuali assembramenti di persone, garantire il rispetto delle disposizioni in tema di limitazione degli spostamenti, del divieto di passeggio su suolo pubblico e di pratica dell’attività sportiva, del divieto di spostamento nelle case di villeggiatura anche se site all’interno del territorio comunale e di tutte le disposizioni dettate in tema di distanziamento sociale e isolamento fiduciario”.

La novità è che non sarà la Polizia municipale ad occuparsi di far volare i droni, non disponendo ad oggi di personale formato e titolato, ma un’azienda privata, per cui non potranno avere alcuno scopo sanzionatorio: nella delibera dirigenziale che sancisce l’accordo coi privati, infatti, è spiegato che i droni serviranno per controllo e vigilanza del territorio, pattugliamento e segnalazione “anche attraverso messaggi audio di allerta e avviso“, e addirittura “misurazione di temperatura corporea con riduzione del contatto diretto ove siano dotati di sensori termici idonei a tale uso”.

Il servizio comprende la raccolta dei dati (foto, video ed immagini termiche) e relativa “trasmissione live streaming presso il Comando di Polizia Locale (presso la Centrale Operativa), con esclusione da parte dell’Operatore del trattamento dei dati acquisiti/trasmessi”.

I droni, si legge nella delibera, voleranno poco, ma per lungo tempo: nel disciplinare di incarico, il periodo di durata del contratto di tre mesi per un numero complessivo di 10 operazioni di volo, con un importo di 4500 euro, Iva esclusa, che andranno allo Studio Labing Srl S di Messina, al quale è stato fatto affidamento diretto perché l’impegno di spesa è ampiamente sotto la soglia stabilita dalle norme europee. In tutto, l’impegno di spesa da parte del Comune è di 5490 euro

Le operazioni svolte con i droni non dovranno essere registrate, il pilota dovrà sempre essere munito di attestato, e i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto dovranno volare in modalità “a vista”. (VLOS, Visual Line of Sight).

Sulla vicenda è intervenuta anche MessinAccomuna, che ha scritto al prefetto Maria Carmela Librizzi sostenendo che l’ordinanza di De Luca “appare illegittima perché in contrasto con la normativa nazionale, con le disposizioni applicative fornite dal Ministero dell’Interno e perché adottata abusando del potere ordinativo conferito ai Sindaci dal Testo Unico degli Enti Locali (DPR n. 267/2000 e ss.mm.ii.) all’articolo 50, comma 5″.

L’assetto normativo vigente non pone in capo al Sindaco alcun potere ordinativo autonomo in ordine all’utilizzo dei cosiddetti “droni”, anche con riferimento al controllo degli spostamenti dei residenti, se non in subordine alle disposizioni coordinative e organizzative fissate dal Prefetto. Appare chiaro ed evidente che non è nel potere dei Sindaci porre in essere azioni e organizzazioni autodeterminate“, spiegano in una lettera, in cui al prefetto chiedono “Se l’ordinanza sindacale n. 112 dell’11/04/2020 rientri nelle attività definite da Lei definite concordate ai sensi del ruolo di coordinamento delle azioni di controllo del territorio definite, se possa ritenersi in linea con le disposizioni vigenti la mancata previsione del dovere di informazione preventiva alla Prefettura, contenente “l’indicazione delle aree urbane dove si concentreranno prevalentemente i controlli con l’utilizzazione dei droni”, come stabilità dalla Circolare n. 555″.

La lettera solleva anche una questione di privacy, quando dal laboratorio di partecipazione politica si chiede “non sia necessario che il controllo sulla mobilità privata dei cittadini, che ingerisce in maniera importante e sostanziale su diritti individuali (libertà e riservatezza), di rilievo costituzionale e normativo, debbano affidati a soggetti dotati non solamente di sufficienti conoscenze tecniche, ma anche di adeguate autorizzazione pubbliche e alla raccolta di informazioni “sensibili“: circostanza alla quale risponde (sommariamente, secondo MessinAccomuna) la stessa delibera di giunta, quando impone “esclusione da parte dell’Operatore del trattamento dei dati acquisiti/trasmessi”

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Igor Forgione
Igor Forgione
15 Aprile 2020 10:29

Le aziende, gli Imprenditori, le ditte, le imprese, i commercianti tutti
vorrebbero essere sollevati dal pagare l’IMU per tutto il 2020 al Comune di Messina.
Il Coronavirus è stato un disastro pertanto questa tassa sarebbe un colpo mortale per loro …

lucio
lucio
15 Aprile 2020 13:08

quindi per messinaccomuna non si dovrà fare neanche l’app che consente di muoversi nella fase 2…a vero dimenticavo…sono quelli del NO a tutto…ricittatibbi