MESSINA. Diciassette panchine da ricollocare, prese di peso da piazza Unità d’Italia, di fronte alla Prefettura, e spostate in nove zone diverse all’interno del quarto quartiere. E’ così che ha deciso il consiglio di circoscrizione, dando mandato al dipartimento all’Arredo urbano del comune di Messina di prendere le panchine che circondano Nettuno e portarle altrove.

SI conclude così l’epopea della piazza rifatta ex novo, ed in strettissima economia, nel 2013 su progetto degli architetti del Comune Nino Principato e Salvatore Corace, che sin dall’inizio aveva fatto alzare più di un sopracciglio proprio per la presenza di un gran numero di panchine tra le aiuole rifatte di fresco e la statua, non giustificato dalla presenza di turisti o residenti.

“Tenuto conto dell’elevato numero di panchine presenti nell’area e del loro mancato utilizzo“, si legge nella delibera della quarta circoscrizione, si è ritenuto necessario “ricollocare le panchine in altre aree in cui sarebbero più utilizzate dai cittadini”. Quali? Quattro sono destinate al parco Aldo Moro, due ciascuna alle piazze Unione europea, piazza del Popolo, via Garibaldi di fronte all’ufficio postale ed alla guardia medica ed altre due nel belvedere di Cristo re e nella villetta di Montepiselli. Una ciascuno per la piazzetta di fronte alla scuola Boer, a largo Seggiola e di fronte all’ufficio postale di via Tommaso Cannizzaro.

Ironia della sorte, di panchine disponibili, fino a qualche tempo, ce n’erano in quantità, prese da piazza Cairoli dal dipartimento Arredo urbano e accatastate nel cortile di palazzo Zanca dopo il restyling della piazza effettuato durante l’estate. Coincidenza, anche quello un progetto di Principato e Corace.

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