MESSINA. Il disastroso 2016 non accenna ad andare via. Per Renato Accorinti, almeno. Il sindaco di Messina, infatti, si piazza al novantottesimo posto (su 104) nell’annuale classifica di gradimento dei sindaci italiani elaborata dal Sole24ore; classifica che per il 2016 è capeggiata dalla torinese Chiara Appendino. Dietro al primo cittadino messinese solo sei colleghi, tra i quali Vito Damiano, sindaco di Trapani, che gli strappa così il poco invidiabile primato di sindaco meno amato dell’isola.

Una china discendente, quella di Renato Accorinti, che nel 2015 si era aggiudicato un lusinghiero sessantunesimo posto. Non solo: dal momento dell’elezione, a giugno del 2013, secondo i dati elaborati per il Sole24ore da IprMarketing, Accorinti ha lasciato per strada 6.7 punti percentuali, passando da un gradimento del 52.7 al 64 netto del 2016. Secondo l’agenzia, i rilevamenti sono stati effettuati tra il 10 novembre ed il 22 dicembre 2016: travolto dagli onnipresenti problemi di spazzatura, di bilancio, di scuole fatiscenti, il gradimento di Accorinti è colato così a picco, secondo i seicento elettori interpellati per ogni comune, ai quali è stata rivolta la domanda “Se domani ci fossero le elezioni comunali , lei voterebbe a favore o contro l’attuale sindaco?”, “ un giudizio complessivo sull’operato del sindaco nella sua città nell’arco del 2016”.

L’andamento “a parabola”, ascendente durante il primissimo periodo e discendente in seguito, è un tratto comune alla grande maggioranza dei sindaci, e Accorinti non ha fatto eccezione, vedendo erodersi piano, negli anni, il consenso guadagnato dopo l’elezione e le speranze in lui riposte.

D’altra parte, però, la classifica della qualità della vita del 2016 del Sole24ore, assegnava a Messina l’ottantottesimo posto, con un guadagno di ben sedici posizioni rispetto al 2015, segno di uno scollamento tra percezione e azione amministrativa che non è servito ad Accorinti per evitare la bocciatura.

E non è nemmeno uno di quei casi in cui “mal comune mezzo gaudio”, perché il collega di Catania, Enzo Bianco, pur al settantunesimo posto in classifica, ha visto aumentare (di poco) il suo indice di gradimento: da 50.6 a 51 netto, un incremento dello 0.4. Molto meglio Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. Per lui, però, un risultato dal sapore dolceamaro: trentesimo in graduatoria, ma gradimento in picchiata con un segno meno di 17.4. Era al 74.4 al momento dell’elezione, oggi è precipitato a 55.0.

Chi è davvero nei guai, casomai avesse velleità di riconferma, è Rosario Crocetta, presidente della Regione, per il quale il gradimento è di un preoccupante 28: tanti, su cento, sono i siciliani che intervistati si dichiarano disposti a rieleggerlo. 

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