Antenna dello Stretto

 

Dovessi dare a questo elenco un ordine di importanza, Antenna meriterebbe senza dubbio la posizione n.1. Fu la n.1 per sperimentazione e intuizioni ancora oggi patrimonio di tutte le radio cittadine, la n.1 per ascolti e penetrazione nel pubblico (in una epoca in cui non esisteva lo streaming, i dischi si compravano e le canzoni le scoprivi ascoltando o i canali Rai, o le radio della tua città.) Fu la n.1 per la popolarità dei suoi dj, da Antonio Lo Giudice a Antonio Leonetti, che teneva ogni mattina dalle 6 quello che oggi si chiama Morning show ma in quegli anni era semplicemente la trasmissione del mattino, a Zeppe e i suoi personaggi (indimenticabile Toruccio Tarallo), a Nino Frassica che andava in onda il sabato pomeriggio, il contenitore mattutino del weekend condotto da Attilio Borda Bossana e Ninni Panzera, il pomeriggio un giovanissimo Luciano Fiorino, editore di una sua radio, RadioStreet ed adesso presidente del Teatro della città, gli appuntamenti con l’informazione curati da giornalisti che poi ebbero una brillante carriera, come Silvana Polizzi colonna e volto di Rai Sicilia, Sergio Palumbo, Gino Mauro, Enzo Raffaele. E su tutti, un appuntamento che ha segnato un’epoca: l’auto-caccia al tesoro. Strutturata come un vero e proprio rally grazie a due esperti come Ugo e Massimo Rinaldi, segnava il passaggio tra le vacanze estive ed il ritorno a scuola, creando dei settembre indimenticabili. Le istruzioni venivano date via radio e poi era tutto uno scambiarsi informazioni tra walkie talkie e soste ai telefoni a gettone. Un gruppone di più di 100 autovetture e centinaia di ragazzi e ragazze sparpagliati per la città alla ricerca di palline da tennis lanciate dal campanile del Duomo ed a contare piante e inferriate. Una cosa oggi assolutamente impossibile.

 

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