L’occhio indiscreto (e inutilizzato) del photored

 

Da qualche parte della città, tipo viale Giostra o via Garibaldi, capita, quando si è in auto, di sollevare lo sguardo dal cellulare e vedere, appollaiate sui semafori, un gran numero di telecamere. Niente paura, George Orwell non c’entra niente.

Sono i photored, spauracchio degli automobilisti col vizietto di fermarsi dieci metri oltre il semaforo rosso (o di ignorarlo completamente), ma solo per qualche settimana. Perché, dopo un inizio col botto, usualmente smettono di funzionare dopo qualche giorno. A Messina sono arrivati nel 2005, hanno funzionato ad intermittenza (nonostante in bilancio fossero inserite come poste attive derivate dalle multe parecchi milioni di euro), e nel 2010 sono stati definitivamente accantonati.

Colpa del lassismo di Palazzo Zanca? Stavolta no: colpa di una sentenza della Cassazione, che recitava pressappoco che le apparecchiature eventualmente utilizzate per tale accertamento avrebbero dovuto essere gestite direttamente da parte degli organi di polizia municipale. A trovarne qualcuno.

Nel frattempo, le telecamere sono rimaste a perenne memoria a presidio degli incroci, senza che nessuno sia dissuaso dal passare col rosso: come gli spaventapasseri.

 

 

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