I totem di piazza Cairoli (e piazza Duomo, e piazzette tematiche…)

 

Residui dei primi, rudimentali, malfermi e goffi approcci del Comune di Messina alla tecnologia, i totem informativi sono testimonianza di un’era in cui Google non era nemmeno nella mente di Dio: un’epoca in cui i turisti, per orientarsi in città, avevano bisogno della mappa. O di un totem che desse loro qualche informazione.

Sfortunatamente, ogni volta che si abbandona il regno della carta (possibilmente bollata), a Palazzo Zanca si va in affanno. E quindi non solo i totem non sono mai serviti a nessun singolo turista che abbia mai posato piede sul suolo messinese, ma ben presto diventarono, specie quello di piazza Cairoli, acerrimi nemici dei tre edicolanti della stessa piazza. Perché, in un impeto di zelo, essendo inutili per comunicare alcunché ai turisti, i totem presero ad essere collegati col televideo, rubando la fame di notizie a chi i giornali li vendeva. Durò qualche mese, poi il silenzio.

Quello dei totem a qualcuno, più di uno negli anni, sarà sembrata una splendida idea, perché ne fiorirono parecchi, in giro per il centro: da quello davanti ad una delle piazzette tematiche a quelli di piazza Minutoli, davanti al palazzo Inail, ai piccoli totem di zona con monitor scorticati sparsi intorno al perimetro storico ai grandi pannelli elettronici per info turismo a piazza Duomo.

Tutti silenziosamente, mestamente, inevitabilmente muti. Meno male che c’è Google.

 

 

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