MESSINA. Dopo avere nominato un direttore generale, ad inizio agosto, il sindaco di Messina Cateno De Luca chiede oggi, fine febbraio, se poteva farlo. E’ il contenuto della nota che De Luca ha inviato alla segretaria generale Rossana Carrubba chiedendole un parere sull’incarico conferito a Federico Basile sei mesi fa.

In particolare, De Luca vuole chiarire se esistano profili di inconferibilità ed incompatibilità riguardo alla nomina di Basile, con riferimento alle dichiarazioni che l’attuale direttore generale era tenuto a trasmettere prima della formalizzazione dell’incarico, e se siano stati verificati all’atto della nomina, il 10 agosto (formalizzato con decreto sindacale il 28 ottobre), i contenuti delle dichiarazioni, “ai fini di eventuali inconferibilità, incompatibilità, e conflitti d’interessi”.

Una figura, quella del direttore generale, che a De Luca ha dato sin dall’inizio qualche grattacapo: due anni fa il sindaco aveva liquidato in pompa magna il ruolo dalla pianta organica, e tra le misure previste dal Salva Messina, dirette a garantire il risanamento economico-finanziario dell’Ente, era stata espressamente prevista la soppressione della posizione.

Tale ruolo non è previsto nel progetto politico della mia Amministrazione. Intendiamo ridurre i costi della burocrazia per liberare risorse finalizzate alla creazione di nuovi servizi”, aveva dichiarato il 27 giugno 2018, praticamente all’indomani del suo ingresso a Palazzo Zanca da sindaco, annunciando il “benservito” ad Antonio le Donne, che sarebbe rimasto ancora qualche mese come segretario generale, ma che era stato sollevato dal ruolo di direttore generale che gli aveva conferito Renato Accorinti.

E invece già un anno dopo, la figura non solo è ritornata, nonostante De Luca avesse affermato che il ruolo non era previsto nel suo progetto politico, ma contrariamente a quanto era stato annunciato, sarebbe stata pure pagata (come lo era Antonio Le Donne, e come impone la legge) malgrado l’intenzione di ridurre i costi della burocrazia.

Rossana Carrubba, segretario generale di Palazzo Zanca (dall’1 luglio 2019 direttore generale “a tempo”), erano state attribuite le funzioni da direttore generale a partire dal I gennaio 2020 con l’obbligo di una corresponsione aggiuntiva, la cui quantificazione spetta alla giunta, e che quindi Rossana Carrubba andava pagata (40mila euro, contro i 65mila euro che prendeva di stipendio il suo predecessore Antonio Le Donne).

Ad agosto 2020, l’annuncio del ritorno, con la nomina di Federico Basile. “La figura del direttore generale nel mio programma non era prevista, perché visti i risultati pensavo fosse un problema di ruolo. Ma sono stato costretto a cambiare idea per necessità e difesa”, ammette candidamente De Luca, e fa riferimento alla battaglia fra lui e i dirigenti per motivare il dietrofront.

Basile, già revisore dei conti per due mandati (in uno anche presidente) durante la giunta di Renato Accorinti, era già stato nominato in precedenza esperto del sindaco (a titolo oneroso) per le questioni fiscali e finanziarie. E’ vicino all’area di Sicilia Futura, ed è marito della ex consigliera Daria Rotolo, che si è dimessa due settimane fa.

 

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