MESSINA. Si è conclusa con la piena assoluzione dei tre imputati, Renato Ciraolo, Callegari Carlo e Gaetano Lucchesi, la vicenda che ha interessato il Circolo Pickwick, l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca e l’allora commissario della Polizia Municipale Giovanni Giardina: una querelle durata giorni e che ha avuto inizio domenica 31 ottobre del 2021, quando l’ex primo cittadino, con a seguito Giardina e l’allora assessora Dafne Musolino, aveva effettuato uno due suoi famosi “blitz” a piazza Lo Sardo (piazza del Popolo) contro i librai che la domenica mattina allestivano delle bancarelle con libri di seconda mano.
Quali erano, nello specifico i capi d’imputazione? «Invasione di terreni, rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità e minacce, nessuno dei tre rivelato fondato», spiega l’avvocato Francesco Giordano, sottolineando che «I membri del circolo non hanno commesso alcuna condotta che abbia violato la norma penale, i vigili hanno cercato di forzare la fattispecie incriminatrice confondendo l’eventuale mancata concessione di un’autorizzazione per l’uso del suolo pubblico con la contotta prevista dall’art. 633 CP assumendo, del tutto falsamente, che il circolo abbia tratto dei profitti dal mercatino».
Quella mattina, sono volati libri, insulti e minacce di sequestro, e poi la da parte del Circolo ai Carabinieri (qui l’articolo con tutta la vicenda) e il verbale redatto dai Vigili urbani che ha portato tutti in Tribunale. Nonché il “pedinamento” di uno dei membri del circolo, Renato Ceraolo, accusato di non aver pagato la Tari (smentito dallo stesso, qui l’articolo), che ha poi denunciato l’accaduto alle autorità («senza alcun seguito perché per “malagestione” la Procura ha archiviato per ben due volte il caso, anche dopo che la Procura di Reggio Calabria ha ordinato di eseguire le indagini», racconta Giordano). E non è stata nemmeno la fine: due domeniche dopo un nuovo round, con la Polizia Municipale, arrivata a Piazza del Popolo per un controllo delle autorizzazioni (tutte presenti): stavolta il problema era quello di una manifestazione non autorizzata (qui l’articolo).
«La sentenza di assoluzione con formula piena emessa ieri 27 novembre 2025 dal giudice monocratico dottoressa Catia Bagnato nei confronti dei tre imputati, Renato Ciraolo, Callegari Carlo e Gaetano Lucchesi per i reati ex art. 110, art. 633 e art. 639 bis c.p., difesi dagli avvocati Diana Gerace , Francesco Giordano e Maurizio Cucinotta,conclude un processo avviato dalla denuncia del commissario Giovanni Giardina e dell’ispettore Cosimo Peditto dei vigili urbani di Messina per i fatti avvenuti il 31 ottobre 2021 a piazza Lo Sardo tra le bancarelle dei libri messi ogni domenica a disposizione dei lettori dal Circolo Pickwick», si legge in una nota dell’associazione.
«Nel dibattito in tribunale durante le molteplici udienze, sia il commissario, sia l’ispettore, non hanno fornito a sostegno delle gravi accuse prove né evidenti né risultanti da indagini, suscitando interrogativi sull’autonomia del loro operato, mortificata nell’occasione dalla prona esecuzione degli ordini impartiti dall’ex sindaco Cateno De Luca, travalicanti le prerogative del Suo ufficio – aggiunge il Circolo – Questa sentenza rende ineludibile la richiesta di Renato Ciraolo al sindaco Federico Basile di far luce sulla lealtà istituzionale dei vigili urbani coinvolti il 7 novembre 2021, appena una settimana dopo i fatti di Piazza Lo Sardo, nel pedinamento e nei video di Villa Dante tempestivamente procurati all’ex sindaco Cateno De Luca per la gogna mediatica di lunedì sera 8 novembre».
E Dafne Musolino e Cateno De Luca? Nessuna ripercussione su di loro, perché a portare i tre imputati in tribunale non è stata una denuncia proveniente dai vigili urbani, firmata da Giardina, (non, quindi, una denuncia personale di Giardina contro Ciraolo, Callegari e Lucchesi). È stato il Pubblico Ministero che poi ha deciso, anziché di archiviare il caso, di portare i tre dinanzi al Giudice dibattimentale: «Si è trattato di un grave errore, perché la Procura non ha verificato se la condotta integrasse o meno il reato contestato», spiega Giordano. Ma l’ex sindaco e la sua ex assessora sono comunque stati menzionati durante il processo, in particolare perché «dai video agli atti si evince il diverbio di quella mattina, quando De Luca illegittimamente ordinava a Giardina di sequestrare tutto e in un altro video, registrato nel pomeriggio e pubblicato sui social, i tre (De Luca, Musiolino e Giardina) raccontano la loro versione dei fatti, con l’assessora che dà ragione all’ex sindaco, confermando che erano stati aggrediti», evidenzia l’avvocato Giordano.






