MESSINA. Ottantasei milioni di finanziamento (quasi 18 di provenienza ministeriale, oltre 68 di cofinanziamento di partner privati), sei assi d’intervento (dallo sbaraccamento alla riqualificazione, fino ad arrivare al microcredito), il primo progetto “sistemico” di risanamento, per consentire a chi viveva in baracca (Fondo Saccà e Fondo Fucile soprattutto), non solo di avere un alloggio decente, ma di poterlo scegliere, acquistare e manutenere negli anni, ma anche sviluppare servizi di socializzazione e programmi personalizzati, co-housing, autocostruzione, e in definitiva “responsabilizzazione” di chi aveva accesso ad alloggi e progetti, per evitare la creazione di nuovi ghetti. Col risultato che 205 famiglie sono uscite dai ghetti per andare a vivere in una casa dignitosa da loro scelta. Poco meno di metà di essi in una casa di proprietà. L’obiettivo raggiunto è ben più alto del risultato atteso da progetto che fissava il numero di famiglie liberate dalle baraccopoli in 153.

Sono i numeri del progetto Capacity, nato a fine 2016 da un’idea dell’allora assessore all’Urbanistica Sergio De Cola, dal presidente della Fondazione di comunità di Messina Gaetano Giunta e della professoressa di Pianificazione urbanistica della facoltà di Ingegneria dell’università di Messina Marina Arena, i cui risultati sono stati raccontati e valutati come caso di studio “Rigenerazione urbana e approccio alle capacitazioni”.

“La Fondazione di Comunità ha svolto un ruolo di catalizzatore di risorse (riferite a capitale sociale, conoscenze tecniche, risorse finanziarie) dando continuità a un progetto caratterizzato da discontinuità amministrative e programmatiche seguite alle elezioni amministrative del 2018. Il raggiungimento in tempi relativamente brevi di primi risultati tangibili dovuti al forte lavoro delle azioni di mediazione sociale, accompagnato a livelli elevati di reputazione garantiti da FdC, ha reso possibile la crescita del capitale sociale con un salto di fiducia da parte degli abitanti della prima baraccopoli, che ha consentito loro di sganciarsi da meccanismi assai consolidati di controllo sociale”, ha scritto Liliana Leone del centro di ricerca e valutazione Cevas. “Sono 151 i nuclei familiari sotto la soglia di povertà che hanno soddisfatto il loro diritto alla casa: di questi 66 hanno optato per il dispositivo del Capitale di capacitazione e hanno acquistato e spesso ristrutturato una casa di proprietà sul libero mercato“, continua la ricercatrice. L’effetto “collaterale” è stato che “sono stati impediti i tipici meccanismi di ghettizzazione e stigmatizzazione connessi agli sgomberi e la creazione di ulteriori aree dove concentrare la marginalità sociale. Si è avviata l’infrastrtt!urazione socioeconomica. Inoltre, è stata evitata la costruzione di case popolari che prevedono il consumo di suolo pubblico valorizzando e riqualificando il patrimonio immobiliare privato secondo criteri di sostenibilità ambientale”, conclude.

Cosa è esattamente il“ capitale di capacitazione” su cui si fonda Capacity? Si tratta di un concetto socioeconomico di “autoreponsabilizzazione” dell’individuo che accede a forme di welfare sussidiario: l’abitazione è inalienabile per 10 anni e comunque per un periodo non inferiore alla durata del mutuo In caso di sopravvenuta condanna definitiva del beneficiario per reati di mafia negli anni vincolati successivi all’acquisto dell’abitazione la proprietà passerà di proprietà al Comune di Messina e per tale ragione viene richiesto in fase di acquisto il certificato del casellario giudiziario e dei carichi pendenti. Il capitale personale di capacitazione è contrattualmente vincolato all’acquisto dell’abitazione e viene erogato direttamente al proprietario dell’immobile da cui si effettua l’acquisto: al contratto d’acquisto partecipa il Comune di Messina in qualità di ente erogatore del capitale di capacitazione. Nel caso in cui il beneficiario abbia necessità di accedere al mercato del credito per perfezionare l’acquisto, il Comune di Messina parteciperà anche al contratto di mutuo che potrà essere garantito da ipoteca decennale, sottoscritta, in 1° grado, a favore dell’ente finanziatore e, in 2° grado, a favore del Comune di Messina a garanzia del capitale di capacitazione. In caso di insolvenza del beneficiario l’istituto finanziatore si impegna a retrocedere al Comune di Messina l’esubero sul recupero, che comprende: il capitale, le spese, gli interessi finanziari pattuiti in sede di contrattazione del mutuo. Vige inoltre il vincolo dell’inalienabilità e quello connesso ai reati per mafia (se entro 10 anni dall’acquisto sopravviene condanna definitiva).

Il contributo “una tantum” dei capitali di capacitazione ha un valore pari al 75% del prezzo lordo di acquisto della casa e in ogni caso non può superare l’importo di 80.000 euro. Per prezzo lordo s’intende il costo del bene, le spese per l’onorario del notaio rogante, le spese di trascrizione e ogni altro onere connesso all’atto di compravendita, ivi compreso l’eventuale compenso dell’Agenzia immobiliare. Al 75% del valore complessivo della compravendita, fermo restando il tetto massimo di euro 80.000,00, si aggiunge il valore della manutenzione / auto-recupero necessaria per rendere pienamente abitabile l’appartamento e il suo eventuale efficientamento energetico, utilizzando i prototipi/prodotti che rappresentano l’outcome della fase di ricerca di Capacity.

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