La madrivora

 

(Roque Larraquay; Alterego, 2022)

 

Un romanzo allucinato a tratti horror ma con un risvolto esistenzialista. La madrivora è una pianta capace di autodistruggersi e “suicidarsi” chiudendo autonomamente il proprio ciclo vitale. Ed è questo insolito vegetale a collegare due storie che attraversano il tempo e differenti generazioni. Nella prima storia la scienza cerca di superare il limite del corpo e di trascendere la vita per ottenere risposte sulla morte. Questo tentativo avviene attraverso una serie di macabri esperimenti su malati terminali che si prestano come donatori. Il risultato è una riflessione molto profonda sul limite. Dove inizia la morte e finisce la vita? Sin dove possiamo spingerci? Cosa è immorale se fatto a fini scientifici?

Nella seconda storia un artista obeso indaga il proprio corpo cercando di costruire l’opera d’arte completa e in carne e ossa attraverso discutibili indagini performativi che prevedono la mutilazione e la deformazione del corpo stesso.

Consigliatissimo a chi ama le atmosfere claustrofobiche ma argute di Palanik e l’esistenzialismo oscuro di Buzzati

 


 

Il sogno della regina in rosso

 

Dal sito dell’editore: Il sogno della regina in rosso non è solo la prima traduzione italiana assoluta di An Adventure: è anche, e soprattutto, la storia di un libro che nelle sue cinque edizioni, dal 1911 al 1958, avrebbe polarizzato il pubblico tra scettici e credenti, catturando l’attenzione di spiritisti e poeti, di filosofi e psicoanalisti, di fisici e di scrittori di fantascienza. Contemporanea di Freud e Georges Méliès, di H.G. Wells e di Albert Einstein, An Adventure è un’opera aperta, che possiamo leggere come un sogno o una storia di fantasmi, come un film su carta o – ancora – come un tentativo brancolante di afferrare la natura soggettiva del tempo: o come il racconto, infine, di due donne adulte che caddero nella tana di un coniglio, e del mondo incantato, surreale e spaventoso che trovarono una volta varcata la soglia.

Consigliato a chi sogna di viaggiare nel tempo e per chi ama i dettagli: tutti i libri di Ab sono molto curati nei minimi particolari.

 


 

Nina sull’argine

(Veronica Galletta; Minimum fax, 2022)

Dal sito dell’editore. Caterina è al suo primo incarico importante: ingegnere responsabile dei lavori per la costruzione dell’argine di Spina, piccolo insediamento dell’alta pianura padana. Giovane, in un ambiente di soli uomini, si confronta con difficoltà di ogni sorta: ostacoli tecnici, proteste degli ambientalisti, responsabilità per la sicurezza degli operai. Giorno dopo giorno, tutto diventa cantiere: la sua vita sentimentale, il rapporto con la Sicilia terra d’origine, il suo ruolo all’interno dell’ufficio. A volte si sente svanire nella nebbia, come se anche il tempo diventasse scivoloso e non si potesse opporre nulla alla forza del fiume in piena. Alla ricerca di un posto dove stare, la prima ad avere bisogno di un argine è lei stessa. È tentata di abbandonare, dorme poco e male. Ma, piano piano, l’anonima umanità che la circonda – geometri, assessori, gruisti, vedove di operai – acquista un volto. Così l’argine viene realizzato, in un movimento continuo di stagioni e paesaggi, fino al giorno del collaudo, quando Caterina, dopo una notte in cui fa i conti con tutti i suoi fantasmi, si congeda da quel mondo. Con una lingua modellata sull’esperienza, Veronica Galletta ha scritto un apologo sulla vulnerabilità che si inserisce in un’ampia tradizione di letteratura sul lavoro, declinandola in maniera personale.

Da leggere perché se ha ricevuto una candidatura per il Premio Strega un motivo ci sarà!

 


 

Mandibula

(Monica Ojeda; Polidoro edizioni, 2022)

Dal sito dell’editore: Un’adolescente appassionata di horror e creepypasta (storie macabre che circolano su internet) si sveglia legata in una capanna in mezzo alla foresta. A rapirla non è uno sconosciuto, ma la sua insegnante di letteratura, una giovane donna che lei e le sue amiche hanno tormentato per mesi in una scuola d’élite. Presto, tuttavia, i motivi del rapimento si sveleranno molto più oscuri del bullismo subito dall’insegnante: un inquietante amore giovanile, un inaspettato tradimento e alcuni riti iniziatici ispirati a leggende urbane virali e terrificanti sviluppate su internet. Sperimentando con il linguaggio e con i salti temporali, in “Mandibula” Mónica Ojeda esplora i temi del doppio, le varie sfaccettature della paura, la violenza che si annida nell’amore, le relazioni tra donne nell’adolescenza e il rapporto madre-figlia. El País lo ha classificato al dodicesimo posto nella lista dei cinquanta migliori libri del 2018. Nello stesso anno, “Mandibula” è stato anche selezionato come uno dei dieci finalisti per il Premio Biennale del romanzo Mario Vargas Llosa.

Consigliato a chi ama le letture emozionanti e desidera rimanere con il fiato sospeso sino all’ultima pagina

 


 

Pictures from italian profiles

(Stefano Frosini; Gog, 2022)

Dal sito dell’editore: Il mare, gli ombrelloni, la tavola imbandita, ma anche anziani sul limitare dei cantieri cittadini, genitori che spingono le altalene dei figli, cresime, matrimoni e sagre di paese. Questo e molto altro è l’Italia secolarizzata dai flash delle macchinette digitali a buon mercato, immagini che plasmano, nel vederle tutte insieme come in questo catalogo, l’Italia che non ha voce o che non esce certo dai film dei registi o dalle penne degli scrittori. “Pictures from Italian profiles” è un archivio fotografico digitale che cerca di costruire una narrazione iconografica del nostro Paese, attraverso la commistione di toni e registri differenti, dal nostalgico al grottesco, dal comico al malinconico. Le immagini sono raccolte e pubblicate dal curatore, anche grazie al contributo di molti utenti che spontaneamente inviano i propri scatti. L’archivio assume così i connotati dell’album fotografico collettivo, in grado di raccontare oltre un secolo di storia degli usi e dei costumi italiani.

Un reportage fotografico che permette di guardarci allo specchio, consigliato non solo agli amanti della fotografia.

 

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