Seni e Uova

(Mieko Kawakami; e/o Edizioni, 2020)

 

 

Molto apprezzata da Murakami, Mieko Kawakami (1976) è una delle scrittrici giapponesi contemporanee più interessanti. C’è un’immagine che si può paragonare a questo libro ed è il quadro “Le tre età della donna” di Gustave Klimt. Così come il quadro, questo libro esalta il corpo femminile e lo racconta in tre fasi della vita: il corpo della donna-bambina, della donna-madre e infine il corpo che si confronta con il tempo, la malattia e la morte. Il titolo tradotto in italiano prende il nome dai simboli assoluti di questa corporeità creatrice: i seni e le uova. L’intimo travaglio della pubertà porta la bambina a rifiutare la sua trasformazione in donna e ancor più il destino che le convenzioni sociali sembrano imporle. E poi c’è la madre della donna-bambina: una donna non più giovane che dopo una vita di stenti è ancora insoddisfatta del proprio corpo ed ossessionata dalla chirurgia estetica. E infine c’è la voce narrante: una donna sola che decide di avere un figlio attraverso la procreazione assistita. Un libro che riscatta le geishe e fa riflettere sulla libertà dell’essere donna e madre.

Da regalare a chi non ama la sintesi ideogrammatica della cultura giapponese: preparatevi a tenere in mano oltre 600 pagine.

 


 

La zattera della bellezza

(Marco Dallari; Il margine, 2021)

 

 

Dal sito dell’editore: «La bellezza che sola può salvarci dal naufragio del presente non è una convenzione o un ideale astratto: è l’esperienza viva dell’armonia fra noi e il reale, di un senso, mai già dato, da scoprire e condividere nello stupore della ricerca e dell’incontro. Perciò è urgente che ciascun genitore, insegnante e educatore recuperi e potenzi nel suo agire pedagogico la dimensione estetica, capace di risvegliare nei giovani la partecipazione, la curiosità e il piacere che troppo spesso si sono visti negare da una scuola impreparata a farsi carico dell’affettività e del desiderio. Non si tratta, allora, di educare alla bellezza, ma di usare la bellezza per educare: per traghettare i più giovani al di là della disaffezione e dell’insensatezza, oltre una concezione meramente strumentale della competenza e del sapere, restituendo loro quella gioia del conoscere che conduce a una comprensione più profonda di sé e del proprio essere nel mondo. La zattera della bellezza propone un percorso di riflessione accompagnato da immagini, esempi e suggerimenti metodologico-didattici utili a scoprire i vantaggi dell’inter e della trans-disciplinarietà, ad accettare la sfida della complessità e trasformare i contenuti dell’offerta formativa in occasioni per scoprire il gusto della ricerca, della conoscenza, dello svelamento e del governo dell’universo emozionale».

Da leggere perché Tutti abbiamo bisogno di bellezza che diventa tale quanto più brutto riesce a vincere.

 


 

Erba matta

(Laura Bosio; Aboca, 2021)

 

 

Dal sito dell’editore: «Lo sguardo attento e imparziale di Laura Bosio ci conduce alla scoperta degli anni di formazione di una ragazza che comincia la quarta ginnasio quando “fuori è tutto sottosopra”, quando all’istruzione non accedono soltanto i figli dell’incremento demografico degli anni Cinquanta e Sessanta ma anche le masse, i giovani professori parlano di Beat Generation e si ascoltano le radio libere. Anche lei frequenta le Stanze, un enorme appartamento in un edificio semidiroccato della periferia in cui ci si riunisce a leggere, studiare, suonare, organizzare scioperi, e si divide tra le attenzioni del suo ragazzo Gérard, di Vispo e di Alessio. Alla nostra ragazza piace guardare attraverso le finestre: mentre è a scuola si incanta a osservare l’edera, per poi disegnarla a matita su grandi fogli che porta sempre con sé. È affascinata dal mondo delle erbacce, che si sono fatte largo grazie ai loro modi insinuanti, alla loro adattabilità eccezionale, amiche vegetali spavaldamente anticonformiste, compagne di sopravvivenza, un’esplosione di vita disordinata che scava, invade, libera e vince: natura prepotente che si inurba opponendosi alla nostra prepotenza. E con la stessa morbosità non smette di scrutare la vita della “donna fuori di sé”, la donna della casa al di là del muro che osserva con il binocolo del padre mentre zappa furiosamente l’orto e chissà quali segreti nasconde».

Da leggere perché il parallelismo tra erbaccia e anticonformismo è straordinario.

 


 

 

Jazz cosmopolita ad Accra

(Steven Feld; Il saggiatore, 2021)

 

 

Dal sito dell’editore: «Nel 2005 Steven Feld, antropologo appassionato ed esperto di jazz, atterra per la prima volta ad Accra, capitale del Ghana. Al suo arrivo non sa che ci tornerà regolarmente per cinque anni, dopo l’incontro con gli artisti locali e la scoperta di radici musicali comuni, né sa che quell’incontro porterà a conversazioni, session, spettacoli, progetti discografici che destruttureranno completamente le sue certezze sul jazz. Feld si ritrova a disimparare, quindi imparare daccapo, una musica che era certo di conoscere bene, quel jazz che ha accompagnato la sua vita fin dall’adolescenza e che lì, davanti ai suoi occhi, viene decostruito e ricostruito nell’interazione con le voci dell’Africa; viene rinvigorito da storie e metodi africani d’ascolto; viene riconfigurato dalle diverse maniere africane di collocare il jazz nel solco di storie globali di razza e razzismo, lotte di liberazione, politica e spiritualità.Nasce così Jazz cosmopolita ad Accra, il racconto della storia jazz afroamericana attraverso i volti dei suoi protagonisti: Ghanaba, celebre batterista ghanese vittima dell’America razzista degli anni cinquanta e amico di Charlie Parker, Max Roach e Thelonious Monk; Nii Noi Nortey, scultore e musicista sperimentale ispirato dalle avanguardie degli anni sessanta e settanta e dalla filosofia panafricana; Nii Otoo Annan, percussionista rivolto al suono di Elvin Jones e di Rashied Ali; un sindacato di autisti di pullman e camion che, con i loro clacson, i por por, rendono omaggio alle esequie dei colleghi e degli appartenenti alla loro comunità. Sullo sfondo, il connubio tra l’eredità di John Coltrane e la tradizione musicale e culturale africana.Steven Feld dà vita a un progetto dal respiro internazionale, racconta nuove storie «acustemologiche» e si lascia meravigliare insieme a noi da come il jazz di Accra rappresenti tanti mondi musicali cosmopoliti: un’indagine sulla somiglianza delle tradizioni da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico, sull’afrocentrismo e sull’assenza di confini.«Jazz cosmopolita ad Accra parla della forza della collaborazione artistica nel creare nuove alleanze. In un mondo in cui prendono sempre più piede razzismo e xenofobia, estremismo nazionalista e ostilità verso i migranti, sono sempre più convinto di quanto valgano i legami cosmopoliti e la solidarietà fra realtà differenti nella storia del jazz»

Da leggere perché la storia del jazz è così bella e colorata che non si smette mai di impararla.

 


 

SuperZelda. La vita disegnata di Zelda Fidgerald

(Tiziana Lo Porto, Daniele Marotta; Minimum fax, 2021)

 

 

Ballerina, pittrice, scrittrice, Zelda Sayre (1900-1948), moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, ha incarnato più di ogni sua contemporanea il prototipo della «maschietta», creando un modello di femminilità alternativa e ribelle che è sopravvissuto ben oltre gli Anni Ruggenti – grazie anche alle opere del marito, che a lei si è ispirato nel costruire le eroine più riuscite dei suoi romanzi.

Questo graphic novel ne racconta le vicende, dall’infanzia in Alabama, passando per l’incontro con Scott, il matrimonio e la scandalosa luna di miele a New York, e poi i viaggi in Europa e in Africa, le frequentazioni con Ernest Hemingway, Dorothy Parker, John Dos Passos e molti altri protagonisti della scena intellettuale e artistica dell’epoca, fino alla malattia, il ricovero per schizofrenia e la morte in seguito a un drammatico epilogo.
Sceneggiato a partire dai romanzi del marito, e disegnato utilizzando l’iconografia dell’epoca e le foto di famiglia di casa Fitzgerald, Superzelda è il ritratto a fumetti della coppia più spericolata e romantica di quella che Gertrude Stein definì «generazione perduta».

È un libro per qualsiasi età ma perfetto da regalare agli adolescenti.

guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments