MESSINA. Da un lato la “chiamata alle armi”, dall’altro il rifiuto da parte degli amici storici. Di qui una dichiarazione di sostegno e solidarietà, di là l’indifferenza e le spalle voltate: Cambiamo Messina dal basso, movimento che oggi esprime il sindaco di Messina, si trova presa tra due fuochi.

Oggi, alle 17,15 al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, ci sarà l’appuntamento “Dall’indignazione alla partecipazione“, che traccerà una linea d’azione dopo il risultato delle regionali, che per Cmdb non è stato brillantissimo: 796 i voti di Ketty Bertuccelli, attivista del movimento, in lista con Cento Passi e che dallo stesso movimento era sostenuta, sui quali costruire la base per la seconda candidatura di Renato Accorinti. “Abbiamo pensato che l’eredità di questi anni non può andare perduta e che l’energia della rabbia può essere trasformata in una rinnovata forza di cambiamento”, si legge nel comunicato della manifestazione.

Dall’altro lato, c’è lo strappo definitivo tra Cambiamo Messina dal basso ed alcuni dei vecchi compagni di lotta: l’occasione è stata il rifiuto da parte del comitato Parco Aldo Moro di far aderire Cmdb. “Aderendo mercoledi 15  come tante e tanti pubblicamente su facebook al Comitato Parco Aldo Moro – scrivono in un comunicato  – privatamente ci viene detto che Cambiamo Messina dal Basso non è gradito mentre altre sigle sono considerate benvenute  (Pd, Capitale Messina, Megafono Rosa, Usb,  Cub, Orsa, Sinistra Italiana, Partito Comunista, Partito della Rifondazione Comunista, Fiom), quindi le sue portavoce e le attiviste e gli attivisti potrebbero aderire solo a titolo personale”.

Circostanza implicitamente confermata da Alfredo Crupi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che esprime “un dissenso forte rispetto alla scelta operata dal gruppo promotore dello stesso Comitato”. “Chi conduce una vertenza ha diritto di scegliere con chi e contro chi farla, ma nel momento in cui si lancia un appello per la gestione comune di un bene e si afferma che l’adesione è libera, senza porre alcun paletto preventivo, non vi può essere poi alcuna discrezionalità ostativa”, scrive Crupi, auspicando a Cmdb e comitato Parco Aldo Moro di “superare incomprensioni e pregiudizi riannodando le fila di un discorso”.

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