MESSINA. Quindici km separano Castanea da Messina. Quindicimila metri di buche, dossi e strade dissestate che si incontrano nel percorrere il tragitto dal villaggio al centro città (e viceversa) e che spiegano uno dei motivi per cui i cittadini del posto hanno richiesto un Referendum per la propria autonomia, lamentando di essere di “seconda categoria”.

Fra radici, tombini più bassi del manto stradale e vere voragini che se prese in pieno rischiano di danneggiare le auto, in pratica, percorrendo il tracciato in macchina la scelta è fra l’andare a “zig zag” occupando la corsia opposta (senza poter comunque evitare ogni buca ma riducendo i danni ai minimi termini) oppure continuare a vedere i propri pneumatici danneggiati dalle crepe e andare in continuazione dal meccanico per cambiare gli ammortizzatori.

Alcune delle buche sono state “chiuse” nei giorni scorsi con un po’ di catrame, anche se l’impressione è quella di aver utilizzato pece avanzata e di averla depositata in strada senza tenere conto del resto del manto stradale, visto che le auto continuano a sobbalzare in quei punti della carreggiata. Spesso, invece, sono i cittadini stessi che provvedono, con un po’ di cemento fatto in casa.

La maggior parte delle buche sono dovute alla strada dissestata che ad ogni pioggia vede allargare le proprie crepe (accentuate anche dal passaggio delle auto che sgretolano il terreno), formando delle voragini. Ma ci sono altri dislivelli che causano disagi agli automobilisti: i tombini. Questi, infatti, spesso si trovano almeno a 3 o 4 cm sotto il manto stradale (in alcuni casi anche di più), perché evidentemente quando la strada è stata asfaltata (più volte) le grate non sono state sollevate allo stesso livello della pece depositata.

Infine, ci sono le radici degli alberi, che hanno già fatto discutere anche in centro, in particolare lungo la Circonvallazione. Queste, in particolare fra Portella e Castanea, causano diversi “balzi” agli automobilisti e ai passeggeri, specialmente in curva.

Mentre alcune buche sono sparse lungo tutto il tragitto, come nella strada tra Portella Castanea e San Michele, dove piccole (ma toste) voragini creano disagi, ci sono alcuni tratti in cui la carreggiata è completamente dissestata. E’ il caso del rettilineo di Castel Vinci, fra Castanea e Portella, dove a rendere pericoloso il passaggio è anche il brecciolino che ha fatto perdere il controllo della propria vettura a più passanti.

Questo, per strada dissestata, è secondo solo alla via che attraversa il villaggio di San Michele, impossibile da percorrere senza prendere buche, in particolare una: esattamente dopo la curva che immette le auto nella corsia che affianca il torrente (a scendere) c’è un tombino parecchio più basso rispetto al manto stradale. Chi non lo sa lo prende in pieno con ripercussioni sulla propria vettura, anche passandoci sopra a bassa velocità. L’unica soluzione è scansarlo, ma per farlo bisogna occupare la corsia opposta (e sapere che c’è).

 

Qui il link alle 220 buche (quasi tutte) tra Castanea e Messina centro.

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