MESSINA. È botta e risposta tra il collettivo culturale MessinaScrive e l’assessore alla Cultura Vincenzo Caruso: ieri la nota degli scrittori messinesi che attaccavano la gratuità del bando comunale per la Biblioteca Cannizzaro (qui il link all’articolo), oggi la risposta dell’esponente della Giunta del sindaco Federico Basile, che spiega come il bando nasca da una richiesta e che, pertanto, pretendere una retribuzione sia «paradossale», come ha sottolineato lo stesso Caruso.

«È strana questa città. Scrivo libri a carattere storico e scientifico da oltre trent’anni, ognuno quali ha comportato anni di studi e ricerche, e che oggi sono diventati riferimento nelle bibliografie di molti autori. Da oltre trent’anni vengo chiamato come relatore in convegni scientifici e di storia patria. Ma, in entrambe le occasioni non ho mai fatto pesare l’importanza del mio lavoro, né ho mai preteso di essere remunerato per la diffusione delle mie “opere dell’ingegno”, tutelate dal diritto d’autore; anzi, sono sempre stato alla ricerca di chi potesse promuovere e mettere in vetrina il mio prodotto – ha detto Caruso – Per la presentazione del mio ultimo lavoro “I Quartieri Militari degli Orti della Maddalena”, edito da Di Nicolò nel febbraio scorso, ho anche pagato, com’è giusto che sia, per l’utilizzo del Salone delle Bandiere. Da addetto ai lavori, conosco molto bene questo mondo e, nella qualità del ruolo che rivesto, ho ascoltato da parte di scrittori, artisti, poeti… le stesse richieste che la mia generazione faceva in passato alle Amministrazioni Comunali di turno: “Abbiamo bisogno di spazi di espressione! Non è giusto dover pagare una sala per presentare un libro”».

«Bene, abbiamo ascoltato e abbiamo trovato una soluzione: estendiamo “Il Maggio dei Libri” a tutto l’anno! Consentiamo cioè gratuitamente, a chi volesse presentare una propria produzione, di fruire di alcuni spazi del Palacultura, fornendo loro anche l’assistenza come microfoni e video proiettore – aggiunge l’assessore – Certo, un minimo di credenziali bisogna pur averle al fine di realizzare un calendario di appuntamenti di livello; bisognerà pur sapere di che si tratta e conoscere anche il profilo di chi lo presenta».

«Se l’Amministrazione dovesse chiamare un idraulico, significa che c’è la necessità di riparare un tubo rotto o una perdita d’acqua! Nel caso in questione, l’Amministrazione non ha la necessità di riempire buchi, vantarsi di produzioni non proprie o di pubblicare un calendario di eventi per vana gloria dell’Assessore alla Cultura o del personale della Biblioteca Comunale – sostiene Caruso – L’avere trasformato una opportunità che nasce da una richiesta, con la pretesa di essere retribuiti in cambio della propria prestazione, è paradossale. La Biblioteca ha già i suoi programmi e tanti progetti in itinere, condivisi con l’Assessorato di riferimento; ha anche gli spazi per farlo e, a questo punto, mi viene da dire che forse “ha sbagliato” a pensare di metterli a disposizione di chi richiede di potersi esprimere o presentare il proprio lavoro, proprio nel Palazzo designato a promuovere Cultura».

«A questo punto ci sono due soluzioni: lasciare l’avviso aperto solo a chi ha ben interpretato le intenzioni espresse; eitirare l’avviso e lasciare le cose per come stanno. Vogliamo anche per questo aprire una petizione popolare?», conclude l’assessore.

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